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giovedì 24 agosto 2017

Legami profondi.

C'è un buffo stato d'animo, che ho sempre avuto, e del quale mi vergognavo; lo reprimevo.
Quello di sentirmi mortalmente offeso di fronte al disprezzo mostrato da qualche "amico" rispetto a uno dei miei personaggi, fosse Crotalo, Ironsword o Paride Agosti.
In soldoni: se mi si dava del fesso o del fallito a me personalmente, l'incazzatura durava qualche giorno e poi ciccia, se offendevi una mia creazione la ferita si faceva così profonda, alle volte, da non guarirsene più.
Oggi non penso affatto che sia una cosa da nascondere. Prendiamo Ironsword: l'ho ideato nel 1989, avevo compiuto 16 anni da un paio di mesi. Ero nel pieno dell'adolescenza. Mi ha aiutato tanto, sempre: non ho mai smesso di occuparmene. C'era durante il periodo militare, c'era quando ero umiliato o iracondo, c'era persino alla morte di mia madre, giacché mi ero imposto di non smettere di sognare, anche se avevo il cuore come una vecchia ciabatta da buttare via e mi tremavano le mani.
Può non piacerti, non interessarti neppure, a causa del mio stile, dell'ambientazione, di quello che ti pare.
Ma se lo disprezzi, se ti infastidisce il solo vederlo o sentirne parlare, disprezzi una delle cose più importanti della mia vita; importanti e profonde. È come se detestassi la mia famiglia, la mia donna o il mio migliore amico.
In tal caso, mi spiace, non possiamo essere amici.
In fondo la vita sa essere anche semplice.

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