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sabato 6 maggio 2017

L'ultima era dei giganti: perché?

... alzi la mano, tra di voi, specie tra coloro che conosco di persona, che non si sono fatti questa domanda dopo aver letto questo mio romanzo. Qualcuno, addirittura, DURANTE la stesura.
Potrei dire o scrivere molto a proposito, visto che è passato più di un anno dalla sua pubblicazione e che, soprattutto, è stato un mezzo disastro, rispetto ad altri miei titoli.
Tutto, dicevo, a esclusione del fatto che non sapessi già come sarebbe andata a finire.

L'idea per questo titolo mi venne tanti anni fa, verso il finire degli anni '90: conservo ancora il foglio con gli appunti del viaggio dei personaggi del libro e coloro che sarebbero stati presenti (da principio c'erano anche Geys e Redeemer, poi tolti)... per un motivo o per un altro, chi scrive lo sa bene, certi progetti non si materializzano mai o sono rimandati o modificati. In ogni caso sentivo che sarei dovuto tornare alle origini, prima o poi, narrando e rivivendo, in qualche modo, un periodo magnifico e irripetibile della mia vita.
I giochi di ruolo. Non feci mai mistero, né prima né dopo, del fatto che la stragrande maggioranza dei personaggi de "L'ultima era dei giganti" veniva modellata su eroi ed eroine interpretate attorno a un tavolo da me e dai tanti amici dell'epoca.
Avevo voglia di tornare su certi fatti, su molte incomprensioni e conflitti, con la giusta maturità e distacco raggiunto ora: in maniera sin troppo romantica, potrebbe obiettare qualcuno? Certo.
Ci sono riuscito? Non lo so. A giudicare dalle vendite (sempre relative per un autore dilettante) e dai giudizi o malcelati silenzi che mi circondarono, direi di no.
Non importa. Sentivo di doverlo fare e l'ho fatto. E' anche il bello, se volete, degli scrittori indipendenti. Realizzare qualcosa fottendosene completamente dei soldi o delle aspettative del lettore.
Sapevo bene, già dai primi appunti, che andavo a ficcarmi in un casino: ci sono lettori che non conoscono il gioco di ruolo e le sue strutture, altri che lo detestano, per non parlare di chi, allora, era con me attorno a quel tavolo e potrebbe aver da ridire su come ho messo in scena alcuni personaggi che lui, magari, ha amato o, addirittura, interpretato, facendo ruzzolare dadi dalle molteplici facce.
Non importa, dicevo. Sapevo tutto ciò e l'ho accettato; non solo, come una sorta di gioco nel gioco, ho scritto l'intero racconto come se fosse una partita di Dungeons & Dragons: alcuni termini, certe situazioni tronche, alcuni paradossali colpi di scena... solo chi ha giocato almeno una volta, sa. Anche il finale fa discutere, essendo speculare a quello descritto ne "Testamento ipocrita di un guerriero", con Morgana nella stessa situazione di Ironsword, più o meno.
Un gioco d'azzardo, insomma, che ho condotto sapendo da principio che avrei perso. Comunque avessi condotto le cose.
Ho raccolto, quindi, non solo pessimismo, fin dalla stesura, ma poche copie vendute e, alla fine, sguardi dubbiosi tra i lettori che ho frequentato; a qualcuno non è andato bene come ho mosso questo o quel personaggio, ad altri è restato ostico qualche termine o situazione, altri avrebbero volentieri lasciato disperso in quel lontano passato ciò che accadde allora.
Non io, ovviamente.
Non sono sorpreso dalle risposte dei lettori abituali che sono rimasti spiazzati da questo libro, forse un pò dispiaciuto delle perplessità di chi, stando ancora al mio fianco, ha vissuto quegli anni sapendo bene cosa essi abbiano rappresentato per me.
Pazienza! Ci sono libri, articoli, recensioni o sceneggiature che, tornando indietro, non riscriverei mai, ma ciò non vale per "L'ultima era dei giganti": io, a scriverlo, mi sono divertito. E' uno dei miei titoli più "maturi", tecnicamente parlando, e riportando in scena quei personaggi ho rivissuto per tanti mesi alcune delle serate più belle ed emozionanti, giocativamente parlando, della mia vita.
Se qualcuno riuscisse a cancellare la mia memoria, di colpo, come si farebbe su un hard disk mezzo scassato, prima o poi tornerei comunque a scrivere qualcosa di simile a questo libro.
Poco ma sicuro.

L'immagine di copertina, disegni e colori di Spectrum, viene dalla quarta di copertina del volume.
Saluti a tutti.



3 commenti:

  1. In effetti, quando l'ho letto, ho pensato fosse qualcosa di antico, non stilisticamente parlando, ma come concept. Poi io sono estraneo ai giochi di ruolo per cui alcune parti mi avevano lasciato perplesso, come ti ho già detto. Per il resto invece trovo che, da lettore, sia un romanzo molto godibile soprattutto nel crescendo a partire da metà romanzo in poi.
    Anche la gestione di alcuni personaggi che non mi aveva convinto, trova un significato nell'impulso che ti ha spinto a scriverlo.
    Però dal punto di vista della lettura è soddisfacente e piacevole, scorre bene, ci sono invenzioni, combattimenti spettacolari, approfondimento di alcuni personaggi, soprattutto la guerriera ma anche il chierico, seppur troppo oscillante fra la depravazione e l'eroismo, il ragazzino che vuole diventare guerriero, i dilemmi di Morgana protagonista al pari di Ironsword se non di più, la rabbia repressa dell'elfo e il desiderio del mago di rivivere una gloria che non è più. Altri non mi hanno convinto, soprattutto il giovane monaco abbastanza inutile nella vicenda, il nano un po' troppo stereotipo.
    Morgana è più protagonista di Ironsword ma in questo non ci trovo nulla di svilente.

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  2. Figurati, sono lieto che tu l'abbia sottolineato. Morgana è la protagonista del libro, così l'avevo ideata e immaginata, in questa vicenda. Mi serviva, anche, per reintrodurla, diciamo così, nella saga di Ironsword, dopo anni di assenza. Non se n'è accorto nessuno, a parte te, neppure il suo autore. Peccato. Quando lasci confuso e interdetto il lettore non è mai sua, la colpa, ma sempre di chi scrive. Qualcun altro mi ha detto che Ironsword "ingombra" troppo gli altri personaggi, ma sappiamo che non è così. Addirittura, a un certo punto, viene violentemente tolto dalla scena. Anche i pregiudizi sono duri a morire, talvolta, specie su questo personaggio. Ci sono abituato.
    Grazie del commento!

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  3. a me sembra abbastanza chiaro.
    Come dicevo, io l'ho letto da esterno, senza sapere nulla della genesi e dei retroscena, e il ruolo di Morgana risalta, è evidente. Quindi suppongo che anche per gli altri lettori, "vergini" diciamo, dovrebbe essere così.

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