Aggiornati su questo blog tramite una mail!

venerdì 28 ottobre 2016

Una vita da zombie: l'autobiografia di Giovanni Lombardo Radice.

Ciao!
E' uscita ieri, in anteprima durante la presentazione romana, l'autobiografia del regista / attore / sceneggiatore Giovanni Lombardo Radice (John Morghen, per gli appassionati di horror americani).
Dalla prossima settimana la troverete in tutte le librerie.
Ero presente, ieri, alla Mondadori di via del Pellegrino (Campo de' Fiori) dov'è stata presentata insieme a Edoardo Margheriti e Marco Giusti:
Conosco Giovanni da un pò; prima timidamente, poi sempre più assiduo frequentatore della sua pagina Facebook e infine avendo avuto l'occasione di conoscerlo personalmente in un paio di occasioni "mondane": sapevo, quindi, che la presentazione del volume (358 pagine per €. 18,90 di spesa per i tipi della David and Matthaus Editore) sarebbe stata ricca di interesse e ironia.
Perché affibbiare all'artista romano la sola etichetta di "attore di genere" sarebbe quantomeno limitativo. Giovanni Lombardo Radice, infatti, è attore di cinema (anche internazionale), teatro, scrittore e sceneggiatore (sua la popolarissima serie tv "I ragazzi del muretto", per fare un solo esempio), e uomo di cultura, proveniente da un'interessante casata romana.
Giovanni parla perfettamente 3 lingue, sa recitare, andare a cavallo e non se la cavava niente affatto male pure con la danza. Poi, si, è universalmente noto per la capoccia trapanata da Venantino Venantini in uno dei capolavori di Fulci "Paura nella città dei morti viventi", ma vabbé, vi consiglio la lettura di questo libro per il piacere di conoscere un mucchio di dietro le quinte narrati con arguta ironia e disincantata (auto) coscienza o, fosse solo, per una sana e piacevole lettura narrata da un uomo che, di certo, non ha peli sulla lingua!
Ecco alcune foto di Giovanni sui vari set:
Chi scrive, da ragazzino, era un appassionato spettatore di film horror. Beh, diciamo pure che ero un fanatico del genere! Oggi, alla veneranda età che mi ritrovo, quando mi capita di rivedere uno dei vecchi titoli che mi piacevano così tanto, mi scopro annoiato o ironicamente infastidito. A parte quei 10 / 15 titoli che ancora adesso amo da morire. Tra questi, sicuramente, ci sono 3 titoli di Lucio Fulci. Insomma, mi piace "il cinema di genere" italiano a dispetto dei mostri sacri internazionali, cui guardo sempre con un innato distacco! Per questo, tempo fa, quando ho avuto l'occasione, mi sono fatto autografare da Giovanni la fotobusta del film zombesco di Fulci, che fa ancora bella mostra di sé su una parete del mio studio:
Vi lascio con il link al sito dell'artista, qualora vogliate approfondire le mie poche, generiche informazioni...
... e con la dedica ricevuta sul volume ieri!
Alla prossima! Ciao!








Nessun commento:

Posta un commento