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lunedì 11 luglio 2016

Alla faccia del calcio, il libro che non ti aspetti.


Quando uno dei due autori, Matteo Maggio (l'altro é Giovanni Fasani), che é mio amico già da un pò, ha parlato per la prima volta di questo libro, son rimasto perplesso. Conoscevo già il raffinato intenditore di calcio che é, intendiamoci, solamente mi aspettavo un libro con su in copertina le solite facce: Ronaldo, Messi, Neymar... figure un pò patinate di uno sport che ho amato meno intensamente negli ultimi anni. Di cosa vuoi parlare quando questi atleti riempiono già le tv, le riviste di ogni genere, le pubblicità, ormai tutta la nostra vita quotidiana? Che si sposano con star internazionali, che fanno qualche capriccio, che hanno fisici palestrati e cadono ugualmente giù appena cambia il vento sul manto erboso? Che fanno talvolta i grandi nelle blasonatissime squadre di club in cui militano a forza di miliardi e poi spariscono come nebbia al sole se difendono i colori della propria nazionale? Insomma, ero rimasto freddino.
Avrete già capito, però, che da un classe '73 quale io sono non potete aspettarvi troppo entusiasmo verso il cosiddetto "calcio moderno": io andavo in curva, la domenica, e ogni settimana vedevo correre Maradona, Zico, Junior, Rummenigge, Falcao, Platini, Gullit, Van Basten, Matthaus, Laudrup, Scirea e Zoff! Gente con un grado di continuità mostruosa, con carisma, grinta e, udite udite, vestiva come gente normale una volta uscita dallo spogliatoio.
Ok, sto facendo discorsi da vecchio. Chiedo scusa.
Dicevo del libro: edito da Urbone Publishing, già la copertina in anteprima riesce a colpirmi appena esce: "20 storie dei magnifici anni '80 e '90", strilla infatti il sottotitolo! Bene, si tratta proprio del periodo che ho amato follemente! In più, dato fondamentale, parla di "storie". Non blandi numeri, sterili statistiche o zuccherose rievocazioni di eroi in mutande, no, il libro promette di raccontare "storie" tratte da un passato più o meno remoto.
Devo averlo, non ci sono scuse.
Chi scrive é un vecchio numero 10 di periferia, di quelli che se gli girava non lo prendeva nessuno! Viceversa, se proprio non gli andava, la sua squadra giocava con un uomo in meno! Ne avrei di cose da dire, riguardo certe "trasferte" nelle periferie romane, di arbitri pronti a scapparsene via, di riflettori fulminati e di acqua calda che non scende più e fuori ci sono due gradi.
Ecco, il libro di Matteo e Giovanni, pur trattando calciatori professionisti che hanno finito per giocare campionati di serie A o, addirittura, mondiali, traccia profili, storie e leggende che hanno tutto il sapore di un vecchio campo spelacchiato, di un pallone di cuoio con le cuciture logore e il profumo dell'olio canforato.
Del calcio vero, insomma, che probabilmente non esiste più neppure nelle nazioni più deboli da questo punto di vista.
Scoprirete o rincontrerete vecchi eroi dimenticati, dai nomi talvolta familiari per chi, come me, ascoltava le partite alla radio o attendeva le brevi, noiose sintesi alla tv, di domenica sera.  Gente orgogliosa, tignosa, dotata di talento, che magari sceglieva di restare nella squadra del cuore anche se un'altra gli offriva il doppio. E amen.
Leggerete di paesi impossibili, di campionati fallaci e di notti da tregenda (chi ha dimenticato il 10 a 1 subito da El Salvador durante i mondiali di Spagna '82 a opera degli ungheresi?) e tanta bella roba che riconcilia con questo sport meraviglioso, l'unico al mondo che puoi giocare con chiunque, dovunque. Sarebbe stato facile per i due autori ricorrere a storie "moderne", che intrigano sicuramente le generazioni più giovani e a vendere quindi tante copie in più mettendo un Ronaldo o un Ibrahimovich in copertina. Lodevole invece, a parer mio, questo tentativo di dare spolvero a chi, in un modo o nell'altro, ha lasciato tracce indelebili pur senza indossare la maglia di una nazionale famosa o di un club vincente.
Se anche voi, al termine dell'agile volume, avrete voglia di andare su Google per cercare i visi e le carriere dei calciatori ivi raccontati, allora questo libro avrà fatto su di voi lo stesso effetto che ha avuto su di me!
Vi invito dunque ad acquistarlo, costa poco e si trova in molte librerie on line!
Vi lascio con un innocuo giochino: pensate ai vostri 15 giocatori preferiti di ogni epoca (non necessariamente quelli che ritenete i più forti, ma quelli che vi hanno emozionato maggiormente per motivi disparati), io farò la mia personalissima lista qui sotto e no, ve lo dico subito, non vi saranno modelli dagli addominali scolpiti e i tatuaggi in bella vista.

15- Carlos Valderrama (Colombia)
14- Glenn Peter Stromberg (Svezia)
13- George Best (Irlanda del Nord)

12- Socrates (Brasile)

11- Gullit (Olanda)
10- Bruno Conti (Italia)
9- Paulo Futre (Portogallo)
8- Falcao  (Brasile)

7- Pelé (Brasile)
6- Roberto Baggio (Italia)
5- Johan Cruijff (Olanda)
4- Lothar Matthaus (Germania)
3- Zico (Brasile)
2- Giuseppe Giannini (Italia)
1- Diego Armando Maradona (Argentina)















 

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