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giovedì 19 maggio 2016

Umberto Lenzi: Cuore criminale! Presentazione libro.

Con colpevole ritardo spendo volentieri due parole sul nuovo romanzo di Umberto Lenzi, regista passato ai romanzi da qualche tempo.
Alla Feltrinelli di Torre Argentina, a Roma, si è tenuta infatti la presentazione dell'ultimo lavoro del vulcanico maestro toscano, un paio di settimane fa, alla quale ho assistito volentieri: "Cuore criminale", questo il titolo, é l'ultimo di un ciclo di storie noir con protagonista il detective Bruno Astolfi, e ambientate negli anni immediati alla fine della Seconda Guerra Mondiale, sempre parallele alle riprese di un grande (e vero) film dell'epoca. Il protagonista, in soldoni, svolge le sue indagini parallele al lavoro di un regista, troupe e attori, interrogando o avendo interazione con vere personalità del nostro cinema che fu, Come Blasetti, De Sica etc. 
L'espediente é assai curioso e interessante, Lenzi, come già nei suoi film, é capace di narrare in maniera svelta e coinvolgente, senza annoiare e cesellando i suoi personaggi, che pur non avendo caratteristiche esplosive, sono dotati di un certo fascino e approfondimento. 
Mi sono divertito. 
La saletta messa a disposizione dalla vasta libreria era accogliente e poco gremita, così ascoltare tutta la conversazione è stato piacevole: Lenzi ha conversato su cinema (suo e di altri), curiosità, Storia (materia di cui è cultore e appassionato) e, naturalmente, sui suoi libri. 
La presentazione è andata in diretta via streaming grazie a un esponente di RaiMovie, e al termine, visto che avevo la mia copia, me la sono fatta autografare.





mercoledì 18 maggio 2016

Ironsword n°1: La paga dell'impiccato

Amici, sono stato di parola!
Nell'informarvi della prematura fine di "Ironsword: Tomorrow", lo scorso gennaio, avevo promesso che la Grande Morte Bianca sarebbe tornato in tempi non biblici, e così è stato!
Ecco dunque il nuovo, primo numero di un personaggio fantasy che ha già 27 anni sul groppone, ma del quale mi diverto ancora un mondo a raccontare le storie!
Questo primo albo, un pò introduttivo per chi non avesse mai letto nulla del guerriero, sarà composto eccezionalmente da 56 pagine, che poi si assesteranno sulle canoniche 50. Vi saranno, col passar dei numeri, alcune sorprese che spero risulteranno gradite. Intanto, in quarta di copertina, torna il bellissimo logo ideato dall'amico Marco e che credevo fosse andato perduto: invece no!
Ringrazio infinitamente, oltre agli gli amici che hanno collaborato e collaboreranno a questo nuovo inizio, tutti coloro hanno avuto la pazienza di aspettare il "nuovo" Ironsword sino a oggi: spero non rimarranno delusi. 

Infine, mi sia permesso, questa ripartenza ha un sapore del tutto particolare, per me, addirittura struggente: durante la lavorazione de "La paga dell'impiccato", infatti, é venuta a mancare mia madre, nel giro di pochi giorni.
Non ho voluto smettere di disegnare, in quei dolorosissimi momenti, perché per me il disegno, lo scrivere e l'immaginazione sono sempre stati una ferma ragione di vita, che tante volte mi ha impedito di lasciarmi andare. Nonostante ciò, vogliate essere così clementi da passare sopra qualche incertezza maggiore del solito, specie nelle ultime tavole: la mano era al lavoro, ma il cuore frantumato sembrava volesse schizzarmi fuori dal petto.

E' a lei, a mia madre, con tutta la mia anima, che vorrei dedicare oggi questo piccolo lavoro.
Grazie.
Francesco.


giovedì 5 maggio 2016

Roberto Vecchioni - La vita che si ama. Presentazione.

Lo ammetto: sono un appassionato di biografie, di autobiografie, di libri storici e di attualità. Non riesco a farne a meno; anche se sono scritti da (o su) personaggi che non ho mai seguito, c'é qualcosa che mi attira inesorabilmente a sbirciare nelle loro vite!
Per questo, essendo un fan di Vecchioni da lunghissimo tempo, non ho potuto resistere dal recarmi presso l'abituale (per me e per lui) libreria Feltrinelli di via Appia Nuova a Roma per assistere alla presentazione del libro "La vita che si ama", Einaudi - €. 16,50... che verte proprio sulla vita meno "esplicita" dello scrittore cantautore, quella sul Vecchioni amico / padre / figlio / fidanzato etc.
Non ho ancora letto il volume, ma gli aneddoti raccontati dal vivo dall'artista milanese sono sembrati assai spassosi. 
Era un Vecchioni stanco, tuttavia, evidentemente provato dai lunghi spostamenti per promuovere il libro ma sempre interessante e divertente; la lunga chiacchierata, naturalmente, ha avuto echi anche musicali, ed é stato interessante ascoltare il Prof che rivelava di avere un unico "cruccio" cantautorale (esiste questa parola? Boh!) nella sua vita : quello di non apprezzare particolarmente, oggi, i finali di due sue celebri canzoni, che cambierebbe drasticamente! Trattasi di "Luci a San Siro" e "Samarcanda"; é un Vecchioni profondamente sereno e positivo, quello di oggi, piacevole da ascoltare poiché sa toccare i tasti giusti dell'ottimismo e del lato bello che c'é sempre in una vita, anche in quella più difficile. 
La foto sotto l'ho fatta io, si vede nevvero? Questo é!
Questo in basso, invece, é l'autografo ricevuto sulla mia copia. Copia che leggerò con piacere.
Alla prossima e grazie dell'attenzione!