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martedì 29 marzo 2016

L'ultima era dei giganti, il nuovo libro.

Esce oggi il mio nuovo romanzo.
"L'ultima era dei giganti", un fantasy.
ISBN 9781326604172
Pagine 332.
Copertina realizzata appositamente da Spectrum, colori di Fabio Lo Monaco.
€. 16,50

Sinossi:
Poco più che ragazzini in cerca di esperienza come avventurieri, un gruppetto riesce a debellare un grosso drago da un villaggio, ottenendo immediata fama e stabilità economica; la veloce scalata di popolarità ottiene anche di farli sciogliere piuttosto velocemente! Quando, moltissimi anni dopo, una nuova e più potente minaccia sorge su Lust, gli eroi di allora sono costretti a tornare a battersi insieme scoprendo, però, che le cose, tra di loro, sono molto cambiate.

Lo trovate qui, per ora:
http://www.lulu.com/shop/francesco-l-p-016/lultima-era-dei-giganti/paperback/product-22615808.html
Nelle prossime settimane sarà presente anche nelle librerie on line principali.

Si tratta di un lavoro indipendente, come molti di voi sapranno, con i suoi pregi e i suoi difetti: se avete già letto qualche altro mio lavoro trovandolo divertente, potreste aver voglia di dare un'occhiata anche a questo... per tutti gli altri, onestamente, non saprei proprio cosa scrivere per invogliarli all'acquisto!




domenica 20 marzo 2016

Torrespaccata Comics, 4a edizione!

Ciao a tutti!
Beh, ormai lo sapete: ho un debole per questa fiera. 
Mi sembra rappresenti, nella maniera più genuina possibile, il termine "appassionata". D'altronde nasce proprio da una passione, quella per il territorio e il municipio d'appartenenza dove, pochi anni fa, l'ex mercato di Torrespaccata che ospita l'evento venne strappato al degrado e all'oblio, grazie ad un'associazione di cittadini che l'ha indirizzato verso un luogo in cui incontrarsi e divertirsi e dove fare, perché no? Della Cultura.
Ecco quindi che all'interno della struttura vengono proiettati film, si organizzano concerti e spettacoli teatrali, si leggono libri e si fanno mostre / mercato come questa. Quindi é vero che il luogo é un pò decadente, buio e ci fa un freddo cane, l'inverno. Non é l'hotel Ritz e non lo sarà mai, ma è il frutto di un'opera di riqualificazione che merita comunque un applauso a prescindere.
E poi, scusate: ogni anno gli ospiti sono illustri, illustrissimi: Pino Rinaldi, Roberto Diso, Michele Rubini, Alessandro Chiarolla, Mario Rossi, Valerio Piccioni, Maurizio Di Vincenzo e altri; con la possibilità, oltremodo, di poterci scambiare due parole in tutta quiete e relax, lontano dalle lunghe, interminabili file che si vedono altrove nelle grandi città e che finiscono spesso per stressare l'autore ospite e i tanti appassionati! L'ingresso é irrisorio: con 5 euro puoi farti entrambi i giorni, ricevendo alcuni omaggi all'entrata, i minori di 14 anni non pagano, gli ospiti artisti sono trattati come meritano, ricevendo sovente una bella targa ricordo o un riconoscimento alla carriera: non so voi, ma qui a Roma, in fiere MOLTO più blasonate, non ho visto lo stesso rispetto ma nomi sbagliati, stand ridicoli  nei quali i disegnatori o gli scrittori ricevono i fans e la totale non conoscenza delle carriere e del percorso artistico dei nomi invitati.
Vabbé, il resto (pecche, difetti e cose migliorabili) l'ho scritto l'anno scorso, quindi vi lascio con alcune fotografie (scattate malissimo) da me medesimo con la speranza che "Torrespaccata Comics" possa crescere di anno in anno.
Il narnese Michele Rubini (Zagor, Tex, Morgan Lost), disegna su un grande originale che verrà poi messo all'asta tra i visitatori della fiera:
Mario Rossi, invece, aveva già portato il suo contributo con un bel Nathan Never a matita:
Alessandro Chiarolla (Bella & Bronco, Martin Mystere, Zagor) ha realizzato, invece, un grande primo piano dell'Eroe di Darkwood, dotato come al solito di carisma e fascino!
Ecco i risultati finali dei due cartelloni:
Tra i presenti, lo stand della rivista Scls Magazine, proprio dedicata a Zagor, fondata da Giuseppe Armenise e ora diretta da Francesco Pasquali con il prezioso contributo di Stefano Bidetti, che donavano belle stampe da farsi autografare. Ecco Chiarolla mentre firma la mia:
La rivista, costola ufficiale del forum scls.it, ha anche organizzato un incontro con i due disegnatori zagoriani (Michele, per la verità, è passato da tempo ad altre testate) nel quale si è discusso di passato e di presente, di carta e di tavolette grafiche, di influenze cinematografiche e di tanto altro!
Un esponente politico della giunta municipale (si dirà così? Boh!) premia Rubini e Chiarolla:
Sotto, Roberto Diso autografa un libro di mia proprietà dedicato alla sua arte: incontrarlo è sempre bello, dato che é uno di quei disegnatori fondamentali per l'immaginario del ragazzino che ero (e che sono ancora, in fondo!)

Allo stand della Faber-Castell ho ricevuto una matita in omaggio! Che volete di più?
Salutandoci alla fine della conferenza, il maestro Chiarolla mi faceva un'interessante riflessione sulla gratitudine che ogni autore deve ai lettori. Giusto e molto umile, ma io ho prontamente ribadito che non ci sarebbero lettori senza bravi disegnatori di fumetti e senza sceneggiatori capaci di appassionare attraverso le proprie opere; insomma, la vecchia faccenda del cane che si morde la coda o dell'uovo che nascerebbe prima della gallina. Fate vobis!  Io preferisco pensare a due facce assolutamente indispensabili della stessa, grandissima passione.
Intanto, vi saluto. 
















domenica 13 marzo 2016

Cartoomics 2016!

Ciao a tutti.
Paradossale quanto volete, ma io mi stanco meno andando a Milano con il Frecciarossa per visitare la mostra / mercato del fumetto "Cartoomics", che raggiungendo "Romics" fuori dalla capitale con i trenini locali, pur abitando nella capitale.
Meno stress e meno problemi.
Va bene: questo preambolo era solo per dirvi che ieri ho visitato proprio l'edizione primaverile (per modo di dire) della kermesse lombarda sui fumetti e sull'animazione.
Come sapete da qualche tempo si è spostata a Rho, il centro industriale di Milano, e devo dire che per arrivare ai due padiglioni cui è dispiegata la fiera, dovrete camminare un bel pò. Cartoomics é un pò caotica come organizzazione: la logistica degli stand e degli espositori non é ben ordinata, e anche la zona conferenze (praticamente di lato a uno dei "corridoi", senza manco un separé) non invoglia granché l'ascoltatore. 
Ecco, da questo punto di vista la Nuova Fiera di Roma è migliore: gli stand sono locati in grandi "vie" quadrate nelle quali fare tutto il giro evita forti mal di testa, e la zona conferenze si trova in un altro piano rispetto a quella del mercato vera e propria. Dettagli, per qualcuno di voi.
Veniamo al resto: essendo la capitale del fumetto, Milano ospita tutti gli anni grandi personaggi del mio tanto amato mondo delle nuvole parlanti, e quindi farci un giro é sempre un piacere (ieri ho incrociato, tanto per fare due nomi: Mauro Boselli, Angelo Stano, Paolo Eleuteri Serpieri, Alfredo Castelli, Fabio Civitelli, Paolo Bisi, Nicola Genzianella, Antonio Serra, Corrado Roi, Lucio Filippucci, Roberto Recchioni, Paola Barbato e potrei continuare all'infinito... ) oltre che due autori (due amici) per me cari assai: Lola Airaghi, purtroppo incrociata solo per un brevissimo saluto, dato che aveva una coda allo stand firme della Bonelli da far competizione al Grande Raccordo Anulare di lunedì mattina) e Sandro Dossi, finalmente incontrato un pò a sorpresa dopo anni di frequentazione on - line! Insomma, se ci aggiungete anche i tanti amici del forum di Zagor di cui faccio parte, capirete che é sempre un piacere, per me, fare un giretto da quelle parti!
Una delle novità, davvero inedite, di questo Cartoomics, è stato vedere l'apertura totale al marketing da parte della Sergio Bonelli Editore, che già ne aveva dato assaggio nelle scorse edizioni di Lucca Comics, mettendo in vendita presso il loro (visitatissimo) stand le variant cover di eroi di scuderia: ebbene, da ieri sono in vendita anche belle t-shirt raffiguranti gli storici "marchi" di eroi tanto amati, quali "Zagor" e "Mister No", direttamente da loro, e per il futuro é previsto altro materiale griffato Bonelli (tazze, oggettistica etc).
Non so voi come la pensiate, ma io lo trovo un gran bene!
Le maglie sono belle e il personale Bonelli, come da tradizione, é gentilissimo e competente!
Vi lascio con qualcosina che ho comprato, dandovi appuntamento al prossimo fine settimana dove sarò al "Torrespaccata Comics"!

P. s.
Sono davvero spiacente per tutte le persone che non ho potuto incontrare (il treno di ritorno ce l'avevo alle 17,00) e per quelle salutate frettolosamente. Non è stato certo per maleducazione!
Alla prossima.










martedì 1 marzo 2016

Quella volta in cui recitai nei panni dell'ispettore Walter Gano...


"Franco Buzzi, tossicomane da tre anni! E' lui, ne sono sicuro!"
Ora: aldilà del fatto di come fosse possibile, per un archivio della polizia, sapere il momento preciso in cui uno diventa tossicodipendente, é uno dei tanti misteri di una sceneggiatura scritta da un ragazzino di 15 anni.
E non è che io ricordi la battuta precisa per una forma di narcisismo, eh. Fu la procedura usata all'epoca per il nostro cortometraggio, "La bambola di cristallo", a lasciarmene traccia imperitura nella memoria. Di questa e di tutte le altre.
Vi ho incuriosito, nevvero?
E va bene, ve lo racconterò!
Anno di grazia 1988. A quell'età, io sono del 1973, gli ormoni impazziti schizzano solitamente dietro a ragazzi e ragazze, dipende dai punti di vista e dai gusti, come tanti salmoni impazziti.
Io, naturalmente, non ero da meno. Solo che, invece delle gonnelle, sfuggenti e irraggiungibili, correvo dietro a un sogno, un mito lontanissimo: girare un film!
No, non un cortometraggio, questa parola divenne di uso comune assai più tardi, io intendevo proprio girare un film: con il cast, la troupe e tutto il resto.
Molti di voi, tra i più giovani, staranno sorridendo: e che ci vuole, penseranno, pigli uno smartphone, un tablet, anche non di primissima fascia, e fai il tuo filmetto, magari in HD.
Eh no! No! Ma allora non avete capito niente? Nell'88 non c'erano tutte queste diavolerie. Girare anche un filmino di pochi minuti richiedeva soldi, tempo e attrezzature.
Ci avevano provato in tanti, in tantissimi, prima di noi: si narravano pioneristiche leggende sui nostri padri che, armati di telecamere in Super 8, si erano lanciati in improbabili vicende western o gialle, con tanto di spie fornite di impermeabili. Ed era vero. La maggior parte di questa roba finiva sepolta in antichi sotterranei per evitare di finire in mani sbagliate che avrebbero causato traumi, separazioni e richieste di riscatto per impedire di rendere nota la vicenda.
Solo che io, noi, non avevamo mai e poi mai sentito di qualcuno che un film, un film "vero", lo avesse anche finito.
Ecco: questa era la vera idea che avevo, lo scopo ultimo e somigliante a un miraggio. Volevo girare un filmino che avesse dei titoli di testa, uno svolgimento centrale, e anche i titoli di coda. Magari a scorrimento.
Facile detto così, vero? Ma le telecamere costavano un occhio della testa, trovare locations e abitazioni arduo, per non parlare delle persone cui chiedevo se fossero interessate all'idea:
"Ti va di girare un film thriller?"
Se mi andava di lusso mi guardavano come fossi un deficiente o uno psicotico,  altrimenti la risposta variava da:
"Eh?"
"Ma che sei scemo?"
"Vattene vai."
"Non potresti iniziare a drogarti di eroina come fanno tutti gli altri?"
Era avvilente, nessuno capiva e assecondava il mio genio.
Tranne mio cugino Nico, di un anno più giovane. Non solo a lui quell'idea entusiasmava, ma aveva addirittura una telecamera VHS a disposizione.
Beh, diciamo che bastava aggirare i suoi genitori e il gioco sarebbe stato fatto. Ce ne saremmo occupati in seguito.
Le telecamere, allora, erano pesantissime: separate in tre pezzi (la parte con l'obiettivo, quella a forma di valigietta con la cassetta da registrare e i comandi, infine la lampada). Manovrarle era impresa ardua, occorreva una persona che seguisse l'operatore e gli desse una mano durante le riprese.
C'era poi da trovare tutti gli attori e inventarsi di sana pianta il comparto effetti speciali.
Beh, intanto eravamo in due e forniti, per di più, di una bella e fiammante telecamera!
Come dite? Che state dicendo? Il copione? Beh, ma certo, quello c'era!
Da bambino, diciamo intorno al 1984, avevo scritto di getto una buffa vicenda thriller nella quale uno strampalato poliziotto, Walter Gano, aveva a che fare con maniaco (allora i serial killer li chiamavano così!) che uccideva i reietti, quelli che considerava i rifiuti della società, lasciando sui corpi ammazzati una bambola decapitata.
Ehm, non devo aver avuto un'infanzia felice, me ne rendo conto.
Comunque sia, cominciammo ad arruolare gli attori presso i nostri amici, i compagni di scuola, i cugini e le sorelle dei compagni etc.
Alla fine trovammo tutti i personaggi del film, eccezion fatta per il più importante: Walter Gano!
Nel piccolo trattamento sceneggiato che avevo in saccoccia, Gano somigliava a quello del racconto: biondo, dinoccolato, alto e magro.
Niente, non si trovava! Ad un certo punto, durante una delle tante riunioni segrete per discutere del progetto che cominciava ad emozionarci un pò tutti, i miei compari cominciarono a guardarmi in maniera strana.
Me ne chiesi il motivo.
Beh, secondo loro, Walter Gano ero io!
Uh, non ci pensavo per nulla! Io volevo fare il regista, altroché! Inoltre, timidissimo, l'idea di fare "l'attore" non mi attirava neanche un pò. Come avrei fatto, poi? Già tutta l'operazione si presentava assai ardua per dei ragazzini, figurarsi mettersi a fare l'attore / regista!
Alla fine, riluttante, accettai, più per disperazione che per altro. Nei titoli mi camuffai dietro un impossibile pseudonimo: "Nicholas Ade"! Chissà da dove m'era venuto in mente.
Comunque sia, iniziammo a girare intorno al giorno di Pasqua del 1988. Approfittavamo di pomeriggi, festività importanti, domeniche e viaggi fuori porta dei nostri parenti! Fare di nascosto qualcosa che ci appassionava era elettrizzante: avevamo il copione, la telecamera, i costumi (Walter Gano in pratica è vestito uguale per tutta la durata del film) e anche le locations, divise tra parchi nei pressi delle abitazioni, posti abbandonati e le case vuote che prendevamo d'assalto appena possibile.
Gli effetti speciali li realizzammo principalmente utilizzando della cera, che impastavamo con sciroppo e Ketchup, costruendo così gonfiori, ferite, accoltellamenti!
Tutto liscio, dunque? Neanche per idea! La lampada laser, costosissima, si ruppe al primo giorno di riprese, con gran felicità del papà di Nico, quando lo venne a sapere, inoltre tutta una serie di situazioni comuni per ragazzini di quell'età (piccole punizioni, contrattempi, presenze a eventi familiari) ci costringevano a girare solo quando si poteva, cioé raramente; ma la cosa proseguiva, cominciava ad avere un senso! Non mollavamo.
Il cast anche aveva il suo da fare! La ragazzina che doveva recitare la parte di fidanzata di Walter Gano, Monica, quando lesse il copione e, soprattutto, mi vide in faccia con l'assurda acconciatura che avevo allora, non ne volle sapere! Non ci fu verso di farle cambiare idea: così passò da ragazza di Gano a semplice amica! Sigh.
Ora arriviamo al punto lanciato in cima a questo post: perché ricordo ancora tutte le battute a memoria?
Semplice: perché le imparammo a memoria, una dopo l'altra, tutti assieme.
Come a teatro.
All'epoca non esisteva montaggio, specie per degli sprovveduti come noi, né digitale né analogico. Se sbagliavi una battuta, un'entrata in scena, un movimento, dovevi stoppare e tornare indietro col tasto "rewind" fino a ripeterla di nuovo. Le vecchie telecamere avevano però dei secondi di giro a vuoto, che rischiavano di rovinare o - peggio - cancellare, quello che avevi inciso prima, ed erano guai. Grossi, grossi guai.
Per ovviare a tutto ciò, quindi, si era deciso di provare e riprovare le scene senza telecamera, come a teatro: per qualche ora si provava e poi, quando ci si sentiva pronti e avevamo smesso di ridere come dei beoti, registravamo la scena!
Sbagliavamo ugualmente, inutile dirlo, ma con più classe! Qualcuno si dette una portata in pieno volto, io caddi dopo l'uscita di scena facendo ridere a crepapelle tutti quanti, un altro confondeva i nomi dei personaggi etc.
Il caffé era Coca Cola, le armi con il tappo rosso dipinte con rossetto nero, le situazioni e i personaggi improponibili, ma alla fine dell'estate lo avevamo finito completamente! Avevamo il nostro film!
Prima di darlo in pasto ad amici e parenti, però, proposi una visione collettiva da fare in gran segreto, solo noi che avevamo partecipato: la cosa si tenne un pomeriggio di domenica, a casa di Nico.
Il "film" trascorse nel buio, nel silenzio più assoluto.
Finito.
32 minuti circa.
Alla fine mi alzai e accesi una luce. Dei miei compagni nessuno parlava; avevamo girato una gran cacata!
"Signori!" dissi io con aria trionfante,  ignorando gli occhi cerulei degli altri, "abbiamo girato un gran bel film!"
Gli sguardi dei compari, però, dicevano l'esatto contrario.
Diedi un colpetto di tosse: "Vabbé, diciamo che avremmo potuto fare peggio!"
"Non vedo come." replicò amaro uno degli amici, mettendo fine al dibattito post proiezione.
Per fortuna, alla fine, il film ebbe un "successo" clamoroso: ci si affezionarono un pò tutti, venne proiettato anche ad una scuola media tra risate e applausi degli scolari.
Se ne tramandano gesta e leggende ancora oggi, nella mia famiglia o presso i miei amici.
In realtà, 28 anni dopo, del film non è rimasto granché: l'audio é incerto, la pellicola riversata da una vecchissima VHS (ne usammo una su cui stava registrato il concerto di Madonna che aveva mia sorella, poiché non avevamo i soldi per comprarne una nuova) è piena di luce e graffiata.
Però il ricordo, tenero e goffo di quegli anni, é rimasto tale,  assieme alle più grandi risate della mia vita, sul "set", e al ricordo di tutti coloro fecero l'impresa, alcuni amici miei ancora oggi!
Insomma, nei panni di Walter Gano o in quelli di acerbo regista, non risultai questa gran cosa ma, ve lo assicuro, accidenti se ne valse la pena! ;)

 Vi lascio con i "credits" del film! Anzi, del cortometraggio!

La bambola di Cristallo.
Nicholas Ade, Stefano Strippoli, Roberto Romano, Monica Romano, Emanuele Pangrazi, Massimo Trincia, Nazzareno Panella,  Roberto.

Soggetto e sceneggiatura: Francesco L. P. 88
Effetti speciali: Francesco L. P. 88 e Nico Condò.
Montaggio e aiuto regia: "Nico Condò".
Musiche: rubate a gruppi e cantanti!
Produzione: CHV Video.
Regia di Francesco L. P. 88

Un misterioso maniaco ha preso di mira i reietti della società: strangola, uccide, accoltella drogati, senzatetto, falliti. Sui corpi straziati, infine, lascia una bambola decapitata.
Delle indagini si occupano Walter Gano, reduce da una magra figura che gli ha portato una scarsissima fama presso i cittadini, e Baldi, un poliziotto che non brilla certo per acume.
Via via vengono sospettati diversi personaggi, tra cui uno strano individuo che colleziona musica e uno spacciatore di quartiere, ma la soluzione alla vicenda é più vicina al poliziotto di quanto lui stesso riesca a immaginare...