Aggiornati su questo blog tramite una mail!

giovedì 14 gennaio 2016

Racconti dal secolo scorso.

Il primo racconto che scrissi, "La bambola di cristallo", si concretizzò nella metà degli anni 80.
Avevo circa 10 anni. 
Si trattava di uno scombinatissimo "giallo" nel quale Walter Gano (personaggio che utilizzo di tanto in tanto ancora oggi), scopriva il responsabile di una serie di delitti in maniera quanto mai singolare: durante una visita a casa sua,  infatti, il maldestro criminale finiva per dimenticare sul divano del poliziotto una delle bambole decapitate che soleva lasciare sui corpi delle vittime!
Tale, incredibile storiella, pochi anni dopo la coniugai in un cortometraggio girato con parenti e amici del quartiere, che venne assai meglio delle poche paginette da cui fu tratto.

Gli imperdibili e storici volumi che potete vedere nell'immagine in alto, invece, sono rispettivamente: "Wolf-man 2 e lo squadrone della morte" (1988, avevo 15 anni) e "Il diario nero" (1995, 19 anni). 
"Wolf-man 2" lo abbiamo letto in pochi: io e un recalcitrante amico d'infanzia che, dopo di allora, ha rotto tutti i contatti con me; l'altro fu più fortunato: essendo il mio primo fantasy, provai timidamente a darlo in pasto a qualche amico. Con mia estrema sorpresa, piacque!
In assoluto lo diedi per prima ad una mia amica, una ragazza che se lo lesse (bontà sua) mentre si recava a lavoro, in treno. Io non ero assolutamente abituato a condividere cose partorite dalla mia fantasia con altre persone, per cui le sue domande al termine della lettura mi spiazzarono! "Il diario nero" è, in assoluto, la prima apparizione in un romanzo (di oltre 300 pagine!) di Ironsword.
E mi diede un certo coraggio per far circolare presso altre persone i miei scritti.
Della trama e dei personaggi ivi contenuti, credo, sia meglio sorvolare.
Per dare una valutazione a tali opere, probabilmente, é sufficiente dare un'occhiata alle mie copertine di allora e all'interno dei tomi, realizzati con una gloriosa Olivetti tutta scassata e, in seguito, per "Il diario", con una fiammante macchina per scrivere elettrica che mio padre mi aveva comprato a rate presso un negozio di elettronica dalle parti di piazza Zama, a Roma, e che non esiste più da tempo.

Tranquilli, comunque, non avrete mai la sventura di imbattervi in questi romanzi: le uniche copie esistenti, ormai, sono in mano mia, ben chiuse a chiave: qualcuno, mal disposto, potrebbe impossessarsene per ricattarmi senza pietà! (Basterebbe vedere come scrivevo Ku Klux Klan all'epoca!)
In appendice a "Wolf-Man 2" c'é un altro racconto, un horror con ambientazione teatrale (intesa proprio come ambientata in un teatro!) che non battei mai a macchina.
Si vede non mi piaceva!
Vabbé, è tutto.
Ci si vede domani, con l'ultima parte de "L'apostolo nel buio", che é un pochettino migliore di questi!
Ciao!





Nessun commento:

Posta un commento