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lunedì 18 gennaio 2016

Ironsword: tomorrow, vi devo una spiegazione sulla fine di questo titolo.


Ciao!
Come molti di voi sapranno, svolgo le mie attività ludiche e creative al pomeriggio, appena espletate le funzioni ufficiali per le quali mi pagano  più o meno puntualmente.
Ecco, sulla fine della saga di "Ironsword: tomorrow" potrei vigliaccamente cavarmela così, adducendo come motivi di "chiusura" il fatto di essermi preso un impegno troppo lungo e troppo impegnativo per chi, come me, ha una vita già piena di cose da fare.
Non sarebbe neppure una spiegazione del tutto campata in aria, badate bene, ma non sarei sufficientemente onesto. Soprattutto con me stesso!
La verità più concreta è che io, come autore, dopo un pò mi stanco. Quando, con genuino entusiasmo, qualche anno fa scrissi quasi di getto la sceneggiatura del fumetto in questione (più di 800 tavole!) avrei dovuto immaginare che non avrei retto un impegno così lungo e un tantinello monocorde.
Rileggendo qualche parte che avrei dovuto disegnare da qui a breve, mi sono guardato con franchezza allo specchio e mi sono chiesto: "Ho davvero voglia di farlo? Voglio sul serio dedicarmi, almeno per i prossimi sei o sette anni, esclusivamente a questa storia e a questi personaggi?"
Ho un sacco di difetti, ma una certa onestà intellettuale credo sempre di averla avuta: così ho risposto, una risposta che conoscevo già da alcuni mesi.
Questa risposta é no, non me le sentivo più. Non so se fosse per un fatto "tecnico" (di fatto non avrei più potuto scrivere un'altra vicenda fumettosa che mi intrigasse al momento, essendo incatenato a questa per così tanto tempo) e l'intera struttura narrativa mi sembrava che perdesse un pò di mordente e di ingegnosità. In realtà, su quest'ultimo punto, mi capita sempre. Tutte le volte.
Non essendo un fan di me stesso e non ritrovandomi mai soddisfatto di quello che realizzo, finisco sempre per perdere strada facendo l'entusiasmo maturato ai nastri di partenza.
Ma... e allora, si starà chiedendo qualcuno di voi, che significa? Mai più saghe a fumetti?
Nient'affatto, rispondo io! Tutt'altro.
C'è un progetto al quale lavoro da un pò di mesi, che mi riporterebbe all'antica (albi con numerazione, copertine dinamiche etc.) con la Grande Morte Bianca sempre protagonista.
Il nodo da sciogliere é però lo stesso, e non é cosa da poco: come fare una nuova collana tenendo conto del mio instabile carattere? Come salvaguardare la mia voglia di fare e il diritto dei lettori a leggere un prodotto che non finisca di colpo lasciandoli come babbei, alcuni dei quali, a ben ragione, sono rimasti male quando ieri ho comunicato loro che non avrei più lavorato ad "Ironsword: tomorrow"?
La soluzione, probabilmente, è assai più semplice di quello che si potrebbe pensare.
Albi autoconclusivi.
Avventure di uno, due albi, escluse eccezioni particolari, che si risolvano in 50 / 100 paginette. In questa maniera, ritengo, io e chi dovesse cimentarsi nelle storie e nei disegni avrebbe libertà di spaziare per generi, senza dover attendere tempi biblici per variare le pietanze fantasy e il lettore, anche in caso di ritardo (insofferenza mia, contrattempo lavorativo, un banale raffreddore), non si troverebbe una saga tra le mani che finisce di botto. 
Anche dovessero passare dei mesi tra - mettiamo conto - il numero 4 e il numero 5, la storia non verrebbe troncata perché trattasi di vicende che iniziano e finiscono all'interno di un solo albo.
Inoltre, in casi particolari, potrei farmi aiutare per ciò che riguarda i testi o le copertine, senza grossi problemi. Che ne dite? Inutile dire che la grafica e tutto il resto sarebbe nuova e studiata per questa pubblicazione, che ripartirebbe da zero. 
Fatemi sapere attraverso i canali che conoscete; francamente, pur numerosi nei download di "Tomorrow", non è che vi siate sprecati troppo in commenti sulla storia andata avanti in questi ultimi anni. Possibile non vi fosse mai una scena che vi abbia colpito, un personaggio o un dialogo che vi abbia deluso? Un silenzio a cui non ero abituato ha avvolto "Ironsword: tomorrow" sin da principio, impedendomi di avere il polso della situazione tra gli amici che lo hanno così cortesemente seguito.
Beh, é tutto. Torno alla scrittura.
A risentirci presto e perdonate la brutale interruzione del fumetto che ci ha accompagnati sin qui.
Non è carino e lo riconosco.
Vogliate scusarmi.
Francesco.




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