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sabato 7 marzo 2015

Sei mesi per un fumetto a puntate: é giusto?

Ciao!
Dopo la ultraventennale saga a fumetti di Ironsword, portata avanti con fascicoli spillati mensili, due anni fa ho deciso di cambiare: non più una saga potenzialmente infinita, ma una storia lunga e articolata da risolvere in sedici albi da 50 pagine l'uno.
Perché? Perché ne sentivo il bisogno. Ho sempre lavorato con l'acqua alla gola: una tavola al giorno, inchiostrata e finita, 365 giorni l'anno. Altrimenti l'appuntamento cui tanti amici, bontà loro, erano abituati sarebbe saltato. Questo ritmo, naturalmente, da incastrare con le altre attività esistenziali: un lavoro normale, una famiglia, degli amici, qualche raffreddore, mangiare e udite udite, persino andare al bagno di tanto in tanto!
Ma non ero soddisfatto, nonostante la saga andasse "bene". Volevo da me (e da dare) qualcosa di più. Approfittando di un periodo in cui la scrittura e il lavoro "normale" me lo permettevano, infatti, decisi di dilatare i tempi di disegno per fare un lavoro più certosino e rifinito (nei limiti delle mie qualità, qualora esse esistano) e del mio tratto piuttosto rozzo. Per fare ciò dovevo "staccare" con la vecchia saga e incominciarne una nuova. Scrissi così una sceneggiatura nuova di zecca nel quale riversare tante cose che mi piacevano, ascoltando anche i pareri e i suggerimenti degli amici lettori; credo di aver messo molto di me in questa storia, "Ironsword : Tomorrow", ivi compreso il ritorno di un personaggio storico da voi spesso rimpianto! Morgana.
Mi sono dedicato al disegno come mai nella mia vita, rifinendo, bocciando, rifacendo, studiando e imparando quel che potevo: il risultato immediato é stato di scendere dalla tavola quotidiana a una ogni quattro / cinque giorni; e non per pigrizia, l'ho scritto. Per migliorare e non dare un servizio scadente o, peggio, messo assieme in maniera sciatta e tirata via.
Ironsword ha 26 anni. Se suscita ancora interesse, fosse anche per una sola persona tra di voi, merita tutto il rispetto e l'amore che posso dargli.
Ogni cosa va in quest'ottica: imparare, migliorare, non lasciare nulla d'intentato.
Nel corso di questi anni - una vita, diamine! - abbiamo parlato della Grande Morte Bianca su siti, blog, forum, mail, alle quali ho sempre risposto, anche quando mi scriveva qualcuno poco convinto dai libri acquistati su di lui o dopo aver letto qualche tavola a fumetti che lo vede protagonista. L'interesse, insomma, é sempre stato vivo e fervido, persino nei periodi in cui producevo talmente tanto in fretta da disegnare direttamente a china le sue storie!
Dall'uscita di "Ironsword : Tomorrow", invece, ho riscontrato una certa "freddezza" nei riguardi del nuovo progetto. A giudicare dai download dovrei ritenermi soddisfatto, francamente, i numeri dicono che é la storia di Ironsword più letta. Eppure...
Eppure so che qualcosa non va, in chi ha letto sin qui i tre volumi usciti!
Escludendo i masochisti che continuerebbero a scaricare e leggere cose che non apprezzano, devo ritenere che il problema sia l'uscita di ogni fascicolo: semestrale.
E' dura, lo so, specie se non si tratta di una saga con episodi autoconclusivi.
E' per coloro la pensano così che vorrei spiegare, per l'ennesima volta, come si svolge l'attività produttiva di un autore indipendente; correrò il rischio di risultare noioso e pedante, ma credo ne valga la pena! Per tutti gli altri, che sanno come si crea un fumetto da zero giungendo al prodotto rilegato, questo seguito di post non fa per loro: grazie per aver seguito sin qui.
Gli "insoddisfatti" mi seguano bene, per favore.
Per prima cosa, dopo le attività "normali", quelle della vita di tutti i giorni, lontane da attività creative,  un disegnatore che si avvicini a una tavola di fumetto avrà bisogno di un foglio diviso con vignette nelle quali disegnare le scene in sequenza. Già questo porterà via tempo; che le facciate a mano o con un programma su pc, la cosa va fatta prima di disegnare. Quindi si imposterà la tavola seguendo la sceneggiatura e poi si disegneranno a matita le varie vignette; quindi, una volta soddisfatti (capita poco e raramente) si inchiostrerà. Poi si cancella la matita, si corregge, si rifinisce.
Ci vuole tempo, vedete? Tempo, pazienza e abnegazione. Alle volte neppure basta, tutto ciò: ci sono giorni in cui la scena non viene come vorremmo, altre in cui sembriamo nati per fare tutto tranne che reggere una matita in mano, altre ancora in cui la vita ci porta lontano dal tavolo da disegno.
Fatto tutto ciò, si mette il lettering (le scritte nei balloon), le onomatopee (i rumori e i suoni delle varie situazioni) e si controlla il totale venuto fuori.
Essendo autori indipendenti, senza cioé una casa editrice alle spalle che ci sollevi da tanti passaggi, dobbiamo controllare che anche per la stampa vada tutto liscio e si manda il file per farlo stampare e rilegare. Ci vogliono giorni, talvolta settimane.
E' un lavoro certosino, paziente, spesso snervante, che si fa solo ed esclusivamente qualora si nasca sotto una cocente passione per questo mezzo di comunicazione. E lo si fa da soli.
Per ore, giorni, mesi, anni: soli seduti sotto una lampada che ti fa sudare in estate e perdere la vista in inverno, senza poter svelare troppe anteprime che certi jolly te li vuoi giocare per bene.
Quando si esce, poi, va bene anche un "vaffa***" da parte vostra: se una cosa non vi é piaciuta, un'altra l'avevate immaginate diversa, un'altra ancora l'avete trovata orribile.
Va tutto bene, serve per darsi un'idea del risultato di tanti mesi passati in solitudine al tavolo da disegno. Siete l'ago della bilancia, il risultato definitivo dei nostri sforzi.
Alle volte il vostro "vaffa" serve per cambiare rotta, riflettere, migliorare. Alle volte, il vostro "vaffa", ce lo meritiamo.
Quello che non meritiamo, e ve lo dico col massimo dell'affetto, é il vostro silenzio.
Il silenzio uccide il migliore degli artisti, figuriamoci uno come me. L'autore con un pubblico muto é come una voce gettata nel muro di buio che ha davanti; raccontare fa di noi dei comunicatori, ma senza nessuno che ci stia a sentire dall'altra parte ci fa affiorare sulle labbra la fatidica domanda "ma chi me lo ha fatto fare?"
Non so se "Ironsword : Tomorrow" sia un fumetto in grado di divertire, non so se ho comunicato qualcosa di importante oppure no. So che c'é qualcuno, là fuori, che lo legge e lo giudica magari severamente, ma senza parlare.
Questo post é dedicato anche a te.
Io non tornerò indietro, ho 41 anni e ho deciso di cambiare modo di fare fumetti. E' l'ora giusta.
Tu, davvero, vorresti tornare a leggere una storia di Ironsword tutti i mesi sapendo che non l'ho potuta realizzare come dovrebbe e come avrei voluto? Con i giusti criteri e mezzi? Sei sicuro che questo personaggio lo meriti? E tu?
Sei sicuro di meritarlo?

Io ci metterò la consueta dose di determinazione, passione, attenzione, entusiasmo: voi, per favore, un pizzico di pazienza.
Francesco.

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