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sabato 21 febbraio 2015

Maurizio Merli, professione idolo.

Del libro, ad opera dell'amico Paolo Spaguolo, incentrato sul capolavoro del cinema italiano (di "genere" é una parola che non mi piace!) "Napoli violenta" vi avevo parlato qualche mese fa.
Ieri sera, presso l'associazione culturale Detour di Roma, sita al centro di una delle zone più belle della capitale, il buon Paolo é tornato (accompagnato da alcuni ospiti) per presentare nuovamente l'imprescindibile volume e assistere alla proiezione su grande schermo del film di Umberto Lenzi con Merli protagonista assoluto.
Io, nuovamente, c'ero, dato che la volta precedente avevo dovuto saltare la proiezione del film. La serata é stata impagabile: i due ospiti, il Maestro Franco Micalizzi (autore della strabiliante colonna sonora) e Nino Celeste, direttore della fotografia (fatevi un giretto in Rete e vedete con quanti grandi del cinema ha lavorato) hanno raccontato con gusto, umiltà e simpatia genesi, curiosità e aneddoti divertenti a proposito della pellicola e di altri protagonisti dello spettacolo di allora, rendendo l'incontro davvero unico.
Vi mostro alcune fotografie scattate ieri col mio telefono, vi chiedo quindi, come al solito un pò di comprensione:
Da sinistra: Franco Micalizzi, Nino Celeste, Paolo Spagnuolo e Giuseppe (credo) il moderatore del Detour.
Sul libro e sul film ho diffusamente parlato l'estate scorsa e non é il caso di tornarci su, reitero l'invito ad andarvi a prendere l'uno e l'altro, recuperando presso le librerie il primo (edizioni Mephite), tutt'ora disponibile, e andando in caccia del DvD (Federal Video) l'altro.
In entrambi i casi ne vale la pena.
Come spesso accade in queste serate, me ne vengo via con un piccolo / grande cimelio che mi ricordi l'occasione: in questo caso la mia copia di un altro bel volume sul nostro cinema d'azione edito da Bloodbuster che mi sono fatto firmare dal maestro in persona:
Unica pecca l'inizio della presentazione, slittata di quasi un'ora dall'orario previsto (abbiamo finito davvero troppo tardi e trovare un posto in cui cenare é stato arduo!).
Biasimo totale, per concludere, verso il terzetto di cialtroni che, posizionato alle mie spalle, ha passato i novanta minuti del film a ridere odiosamente ad ogni personaggio entrato in scena e, addirittura, per ogni battuta pronunciata da Betti, il personaggio di Maurizio Merli.
A qualcuno, purtroppo, lo spirito di queste iniziative proprio non riesce a entrare in testa. Film e incontri come questi, in America, farebbero il pienone ovunque, e pochi si permetterebbero di recarvisi solo per disturbare l'appassionato.
La cretineria sta diventando l'unico marchio dei nostri pubblici ritrovi.
Peccato.

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