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domenica 22 febbraio 2015

Scls Magazine n° 10

Eccola, la rivista zagoriana arriva al numero 10! Cover, molto bella per disegno e colori, annuncia succose novità all'interno.
Ma lascio la parola al direttore della fanzine:

Esce a marzo SCLS Magazine numero 10.
Questo numero è incentrato essenzialmente su due autori dello Spirito con la Scure: uno del passato e uno del presente. L’approfondimento è dedicato a Marcello Toninelli mentre l’intervista e molti altri contenuti mettono sotto i riflettori Alessandro Chiarolla.
L’articolo successivo descrive come da un soggetto si giunga alla produzione delle tavole definitive passando per la sceneggiatura; lo spunto per questo pezzo ci è stato dato dalla storia pensata da Vittorio Sossi, utente del forum spiritoconlascure.it e autore della soggetto del MAXI Zagor “I padroni delle tempeste”.
Chiudono il numero le rubriche ormai consolidate “Echi dal Forum” (in cui commentiamo le storie ripubblicate sulla Collezione Storica a colori) e “Le indagini di Bat Batterton” (la nostra rubrica sul collezionismo questa volta con un interessantissimo excursus sulle serie a striscia).
Come sempre l’albo è in formato A4 brossurato e questa volta è composto da 66 pagine tutte a colori.
La copertina è di Alessandro Chiarolla.
Per avere la vostra copia direttamente a casa basterà contattare i responsabili della fanzine agli indirizzi:
sclsmagazine@gmail.com


P. s.
NON ci sono miei interventi in questo numero, ma compratelo lo stesso che merita davvero, fosse solo per la veste lussuosa assai. :)


sabato 21 febbraio 2015

Maurizio Merli, professione idolo.

Del libro, ad opera dell'amico Paolo Spaguolo, incentrato sul capolavoro del cinema italiano (di "genere" é una parola che non mi piace!) "Napoli violenta" vi avevo parlato qualche mese fa.
Ieri sera, presso l'associazione culturale Detour di Roma, sita al centro di una delle zone più belle della capitale, il buon Paolo é tornato (accompagnato da alcuni ospiti) per presentare nuovamente l'imprescindibile volume e assistere alla proiezione su grande schermo del film di Umberto Lenzi con Merli protagonista assoluto.
Io, nuovamente, c'ero, dato che la volta precedente avevo dovuto saltare la proiezione del film. La serata é stata impagabile: i due ospiti, il Maestro Franco Micalizzi (autore della strabiliante colonna sonora) e Nino Celeste, direttore della fotografia (fatevi un giretto in Rete e vedete con quanti grandi del cinema ha lavorato) hanno raccontato con gusto, umiltà e simpatia genesi, curiosità e aneddoti divertenti a proposito della pellicola e di altri protagonisti dello spettacolo di allora, rendendo l'incontro davvero unico.
Vi mostro alcune fotografie scattate ieri col mio telefono, vi chiedo quindi, come al solito un pò di comprensione:
Da sinistra: Franco Micalizzi, Nino Celeste, Paolo Spagnuolo e Giuseppe (credo) il moderatore del Detour.
Sul libro e sul film ho diffusamente parlato l'estate scorsa e non é il caso di tornarci su, reitero l'invito ad andarvi a prendere l'uno e l'altro, recuperando presso le librerie il primo (edizioni Mephite), tutt'ora disponibile, e andando in caccia del DvD (Federal Video) l'altro.
In entrambi i casi ne vale la pena.
Come spesso accade in queste serate, me ne vengo via con un piccolo / grande cimelio che mi ricordi l'occasione: in questo caso la mia copia di un altro bel volume sul nostro cinema d'azione edito da Bloodbuster che mi sono fatto firmare dal maestro in persona:
Unica pecca l'inizio della presentazione, slittata di quasi un'ora dall'orario previsto (abbiamo finito davvero troppo tardi e trovare un posto in cui cenare é stato arduo!).
Biasimo totale, per concludere, verso il terzetto di cialtroni che, posizionato alle mie spalle, ha passato i novanta minuti del film a ridere odiosamente ad ogni personaggio entrato in scena e, addirittura, per ogni battuta pronunciata da Betti, il personaggio di Maurizio Merli.
A qualcuno, purtroppo, lo spirito di queste iniziative proprio non riesce a entrare in testa. Film e incontri come questi, in America, farebbero il pienone ovunque, e pochi si permetterebbero di recarvisi solo per disturbare l'appassionato.
La cretineria sta diventando l'unico marchio dei nostri pubblici ritrovi.
Peccato.

giovedì 19 febbraio 2015

Ironsword non é Conan.

Ieri sera, leggendo un'interessante conversazione tra Spectrum l'Imbrattacarte e alcuni suoi lettori (che potete trovare qui: https://www.facebook.com/283021095136504/photos/a.285144644924149.56255.283021095136504/628872897217987/?type=1&theater ) riflettevo sul fatto che anche io, seppur in maniera diversa dal suo personaggio (per ovvi motivi) ho avuto a che fare con equivoci sorti attorno ad uno dei miei personaggi più longevi (quest'anno, a settembre, compirà 26 anni) dovuti a motivi talvolta misteriosi.
Avrete dedotto, dal titolo del post, che sto parlando di Ironsword.

Io parlo raramente dei miei personaggi, anzi: si può dire che non lo faccio mai. I motivi di questa scelta sono molteplici, ma potrei riassumerli essenzialmente in due:
Il primo motivo é che finirei per annoiare e, infine, irritare coloro che, quotidianamente, da qui o dalla mia pagina ufficiale Facebook dovessero leggere un post al giorno dedicato, per esempio, a Paride Agosti o al Crotalo. Tutti i santi giorni. Temo che finirei per sortire un effetto contrario alle previsioni.

Il secondo, assai più importante, é che non credo di doverlo fare.
Doveroso verso chi ci segue dare notizie di nuove uscite, novità, incontri, eventi; sacrosanto fornire notizie e info utili allo scopo di conoscere un nuovo lavoro o una possibilità di incontro.
Diverso, ai miei occhi, é invece parlare dei personaggi in senso lato, dando magari spiegazioni o puntualizzazioni.
Non posso parlare a nome di Ironsword o, peggio, comportarmi come se Ironsword fossi io: il personaggio vive, si muove, parla attraverso le opere che lo vedono protagonista: saranno le sue azioni e le sue frasi a parlare per lui e a scolpire il suo carattere, le motivazioni, i dubbi o le certezze; non ritengo, insomma, che l'autore debba essere eccessivamente invadente. Tant'é che, una decina di anni fa, dedicai a questo personaggio una sezione del forum "Shark Comics" dove si discuteva più o meno animatamente ogni giorno, generando qualche frustrazione e diverse critiche di "gestione".
Oggi non lo farei.
Perché, dunque, dopo aver letto la discussione su Honey e aver fatto questa lunga premessa vi parlo proprio della Grande Morte Bianca?
Per un paio di mail giunte recentemente, da due persone diverse, che hanno letto la recente trilogia che "festeggiava" i 25 anni del guerriero. Entrambi, seppur colpiti in maniera diversa dal libro, utilizzavano il popolarissimo personaggio di Robert E. Howard  Conan per fare appunti, riflessioni, manifestare soddisfazione o perplessità.
Ma cosa c'entra il cimmero con Ironsword?
Niente. Appunto. Da qui il motivo del nuovo post su questo blog!
Così come Spectrum non comprende certa confusione che il curioso manifesta avvicinandosi al suo personaggio (é un erotico con protagonista la solita eroina di facili costumi o la finta lesbica buona solo per solleticare i bassi appetiti sessuali del maschio? Nessuna delle due, ma farglielo capire talvolta é arduo) così io vedo sovente avvicinare Ironsword al capolavoro di Howard.

Direi quindi, una volta tanto, di rispondere a tutti coloro comprano Ironsword credendo, anzi! Sperando che sia un personaggio vicino allo spirito del noto barbaro, oppure ai tanti che non si avvicinano ad Ironsword temendo che sia un personaggio sulla scia di Conan.
Ahimé, sbagliate entrambi!
Comincerei dalle cose più ovvie e banali, ma che meritano una noticina visto che scaveremo a fondo: Howard era un fuoriclasse della scrittura, un professionista con decine e decine di storie al suo attivo, copiato e sdoganato in tutto il mondo e in tutte le maniere.
Io un mediocre dilettante.
Conan è scritto ancora oggi dalle migliori penne di comics e realizzato da autentici maestri della matita (John Buscema, come esempio, vi basta?) in circolazione.
Io sono un grafico pubblicitario appassionato di fumetti.
Non é la stessa cosa, vi pare? Direi che fino a qui siamo tutti d'accordo.
Se ad una prima occhiata i due potrebbero somigliarsi (l'ambientazione fantasy, i fisici possenti, sguardi torvi, capelli lunghi, spade sguainate, i lunghi silenzi) basterebbe leggere una sola frase dei miei romanzi o adocchiare una mia vignetta qua e là per capire quanto essi siano distanti.
Non potrebbe che essere così, naturalmente: io non amo Conan.
Ho letto i suoi racconti, sbavato sulle tavole dei grandi artisti che lo hanno animato, ma lo spirito del personaggio non mi ha mai preso. 
Tutto qui.
Può apparire persino brutale questo mio scritto, ma mi spiace molto quando leggo mail, seppur cortesissime, lamentarsi perché si era fan del barbaro e invece non si é trovato in una mia opera le stesse atmosfere o sensazioni.
Spero che questo post serva ad aiutare qualcuno a non commettere lo stesso errore.
Se poi, nonostante tutto, qualcuno dopo aver visto che Ironsword é un personaggio tormentato, dubbioso e raziocinante dovesse continuare a scambiarlo con Conan...beh, a quel punto la colpa sarebbe solo sua, non credete? :)
E' buffo notare come, nella quasi totalità dei casi, chi mi scrive non azzecchi mai le mie fonti di ispirazione: io amo lo Zagor di Nolitta, The walking dead di Kirkman, X-Men di Claremont, Dago di Robin Wood, Punisher di Ennis. Anche qui, per altro, quasi tutti scoperti DOPO aver creato Ironsword.
Per tacere delle opere che con l'azione o il dramma non hanno nulla a che vedere.
Ebbene nessuno, dico nessuno, mi ha mai nominato i personaggi in questione.  :)
E' difficile, insomma, a meno che non si copi spudoratamente, scoprire le cose che un autore ama o ha amato nella sua vita.
Spero di essere stato utile con questo mio scritto, che ha l'unico scopo di fare un pò di luce tra due personaggi che hanno davvero poco a che spartire!
Prima di spendere i vostri soldi informatevi bene, per favore!
Vi lascio con qualche disegno di Ironsword, abbracciandovi forte.
Francesco.


Crediti: il logo di Ironsword, in alto, é stato creato dall'amico Marco Brotto.
Più sotto: un disegno di Conan ad opera di John Buscema che conservo nella mia collezione. Ho conosciuto il grande artista a Roma, una ventina di anni fa. Socievole e cordiale parlava un ottimo italiano.
Accanto la foto di Robert Howard tratta da Wikipedia.
Il resto, nel bene o nel male, é farina del mio sacco.

giovedì 5 febbraio 2015

Nera d'Inchiostro 2015.

Cari amici, i giorni 30 e 31 maggio sarò ospite della bella manifestazione umbra "Nera d'Inchiostro" (nella splendida Narni, per la precisione) per presentare "Che l'inverno ti sia lieve", il mio ultimo libro e anche una versione economica della trilogia di "Ironsword".
Per chi volesse farsi una passeggiata e scambiare qualche parola con me sappia che ne sarò felice. Vale la pena visitare il posto per una serie di molteplici motivi: storici, culturali, gastronomici; per l'organizzazione dell'evento, sempre impeccabile, andate a dare un'occhiata alla pagina ufficiale Facebook e ditemi se non ho ragione https://www.facebook.com/pages/NERA-Dinchiostro/1479880538955125?fref=ts . Tutto vi stupirà positivamente!
Per i dettagli dovrete aspettare ancora un pò, ma intanto ritenetevi avvisati.
Ciao!