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mercoledì 28 gennaio 2015

Ironsword trilogia: dove trovarla?

Qualche aggiornamento e puntualizzazione:
Il volume sui 25 anni della Grande Morte Bianca si può comprare da Lulu, di cui ho parlato, e su Barnes & Noble, a questo indirizzo:
http://www.barnesandnoble.com/w/ironsword-francesco-l-p-014/1120005612?ean=9781291931297
Oltre, naturalmente, che su Amazon:
http://www.amazon.com/Ironsword-Italian-Francesco-L-014/dp/1291931295/ref=sr_1_6?ie=UTF8&qid=1422445193&sr=8-6&keywords=Ironsword
Entrambi questi siti vendono la copia ITALIANA dello stesso!
Potete avere conferma dagli screenshot sopra postati.

Credo di aver chiarito qualche punto sul quale mi avevate chiesto delucidazioni!
Grazie per l'attenzione.

domenica 18 gennaio 2015

"Che l'inverno ti sia lieve", il nuovo libro.


Cari amici, ci siamo: da oggi é disponibile la mia ultima fatica letteraria intitolata, come potete vedere in alto, "Che l'inverno ti sia lieve". Il volume, di 404 pagine, racchiude 4 racconti inediti di vario genere.
Nel dettaglio (o quasi):
Un singolare poliziotto deve sbrogliare una vicenda che vede il ritorno di un serial killer che sembrava sconfitto per sempre, almeno stando alle versioni ufficiali dell'epoca.

Sea, splendida regina elfica, deve mettersi in viaggio per incontrare il proprio destino, scelto già al momento della nascita. La scorterà un taciturno e controverso guerriero umano.

In prossimità del Natale, un treno effettua l'ultima corsa attraverso un territorio desolato. Lo attende un orrore fatto di denti e sangue.

Borgo Salice: dopo alcuni anni di serenità, un vecchio incubo ritorna per reclamare vendetta! Ma nella piccola cittadina non vivono ormai che vecchi e contadini...

Il libro, disponibile già da ora su Lulu,
http://www.lulu.com/shop/francesco-l-p-015/che-linverno-ti-sia-lieve/paperback/product-22002972.html
Costa €.15,32 con copertina morbida, rilegatura termica.

Riepilogo:
"Che l'inverno ti sia lieve", di Francesco L. P. 015
Shark Comics Roma, edizioni indipendenti.
ISBN n° 9781326156381
Pagine 404
Genere: thriller, fantasy, horror.
Impaginazione e organizzazione: Spectrum (che é stato gentilissimo).
Rigorosamente per un pubblico adulto.

Nelle prossime settimane lo troverete on line nei principali canali di vendita italiani.
Grazie a tutti per l'attenzione e scusate per l'auto pubblicità, che é sempre un pò antipatica.
Alla prossima!

venerdì 16 gennaio 2015

Spectrum a Novegro.

Si amici, il 7 e l'8 febbraio, come da locandina sopra esposta, l'amico Spectrum sarà alla mostra / mercato di Novegro per far conoscere il suo fumetto, "La cosa che striscia dall'inferno", e il suo personaggio Honey Venom.
Il fumetto sarà in vendita allo stand e sarà possibile farsi fare un disegno dall'autore.
Che state aspettando, dunque? Organizzatevi per andare e acquistate una copia, che ne vale davvero la pena!
Ciao!

martedì 13 gennaio 2015

Tasti solitari.

La casa in cui sono nato, e che ho dovuto abbandonare nel 2005, era molto grande.
C'erano due corridoi, uno all'ingresso e uno più avanti, che iniziava dove il primo finiva, che formavano una lunga "L" che giungeva fino in cucina.
Qui, accanto a pareti da una parte all'altra ricoperte da librerie, io sono venuto al mondo. Tra i libri.
C'erano libri, libri dappertutto: i classici per ragazzi? Tutti.
All'età di sette, otto anni li avevo letti per intero. Alcuni anche due volte.
"Ciuffettino", "Piccole donne", "Il mago di Oz", "Il giornalino di Gian Burrasca", "Robinson Crusoe", "L'isola del tesoro", "Pinocchio"...leggevo ogni cosa mi passasse sotto il naso.
Mi bastava un niente, anche sedere sul pavimento. Iniziavo e staccavo solo dopo aver terminato o per una costrizione materna.
Non riuscivo a capacitarmi di come una sola persona potesse, armato solo delle parole, farmi viaggiare in lungo e in largo aprendomi la mente in maniera così entusiasmante. Non c'era nulla che potesse emozionarmi come un libro: non la televisione e neppure i fumetti, che avrei finito per amare incondizionatamente di lì a poco.
Niente.
Cominciai a chiedere in casa, a fare domande.
"Basta una macchina per scrivere", mi rispondevano, "ma anche una biro!"
Sgranavo gli occhi: "Una semplice penna?!"
Era incredibile.
Mi sembrava un oggetto simile ad una bacchetta magica. Così finii per desiderarne una.
Una macchina per scrivere che fosse solo mia, quante cose avrei potuto sognarci e immaginarci sopra! Volevo anche io essere come uno di quegli scrittori fantastici. Volevo far sognare.
Per diverso tempo non fu possibile averne, la mia famiglia non navigava certo nell'oro, e un oggetto di quelli era roba per grandi uffici o per persone che se ne servivano professionalmente.
Non mi persi d'animo, cominciai a scrivere su fogli, quadernoni, quadernetti. Ovunque vi fosse uno spazio bianco.
Poi, un giorno, sarà stato il 1984, mio padre tornò a casa, per il mio compleanno, con una sorta di piccola valigetta rigida al cui interno - sorpresa assoluta! - stava l'arnese dei miei sogni: una magnifica macchina per scrivere della Olivetti, la cui tastiera mi aveva abbagliato.
Compivo 11 anni.
Beh, "magnifica" forse non é la parola più adatta per descriverla.
Era una Olivetti di terza mano, la custodia era lisa e alcuni tasti difettosi.
Per usare lo spazio, ad esempio, dovevo pigiare con entrambe le mani, e la "A" funzionava a singhiozzo. Il nastro dell'inchiostro (rosso e blu), stava lento e ogni tanto bisognava aprire la "scocca" per rimetterlo a posto.
Non mi importava, non conoscevo ancora a fondo la mia fantasia e la mia immaginazione, ma ero certo che fosse quello l'oggetto della mia vita.
Lo misi sul tavolo della cucina e incominciai a batterci sopra: storielle urbane, western, paurose. Improbabili, strampalate e prive di senso, naturalmente, ma erano le mie.
Esattamente come quelle che avevo letto e riletto fino a consumarne le pagine, quegli scritti li avevo fatti io, con le mie dita e, sopratutto, con la mia testa.
Era fantastico!
Scrivevo così tanto, appena tornato da scuola, che i miei genitori furono costretti a darmi delle regole: i tasti della macchina per scrivere, ovviamente, facevano un fracasso infernale, e non era certo piacevole avercelo nelle orecchie dopo pranzo o quando calava la sera. Così, mi fu imposto, avrei potuto scrivere solo in alcune ore del giorno, lontano dagli orari di riposo.
Non importava. Scrissi.
Il primo racconto che realizzai si intitolava "La Bambola di Cristallo", e narrava le gesta di un poliziotto, Walter Gano, che dava la caccia ad un maniaco (oggi diremmo serial killer) che uccideva uomini soli.
Walter Gano era timido e pasticcione, e aveva le mie fattezze!
Nel 1988 con alcuni amici ne facemmo una buffa versione attraverso una telecamera: un cortometraggio di 35 minuti!
Gano, ancora oggi, lo utilizzo di tanto in tanto. E' un vecchio amico con il quale non ho mai interrotto i contatti.
Intanto, continuando a pistare furiosamente quei tasti, avevo scassato i timpani a tutti quanti, specialmente a mia sorella: così non si poteva continuare!
Nel 1992, dovendo acquistare un nuovo elettrodomestico,  mio padre prese un prestito nel posto di lavoro in cui prestava servizio, e in questa sorta di buono lavorativo ci scappò la mia nuova macchina: elettrica!

Era silenziosa e precisa, ma non aveva la magia dell'altra. La Olivetti andò in pensione su un palchettone polveroso, ogni tanto salivo per guardarla, ormai coperta di polvere.
Chissà dov'é ora, quella sgangherata macchina squadrata, che per fare lo spazio ti dovevi dannare.
Starà in casa di qualcuno che ama conservare le cose antiche? Oppure, dopo essermene liberato per fare spazio alle diavolerie moderne che ogni tanto compravamo, qualcuno ignaro della magia che sprigionava l'avrà gettata tra i rifiuti?
Ci ripenso ogni tanto, con serenità. Ripenso al rumore gustoso dei suoi tasti battuti, alle correzioni malfatte o al terrore che mi prendeva ogni volta il nastro dell'inchiostro giungeva alla fine e chissà se avrei potuto comprarne subito un altro.
Sapori e sensazioni di un'epoca che non c'é più, e che come tutte le cose scivolate via non potrà tornerà nella stessa veste.
Sono stato un bambino felice. Lo confesso.


giovedì 1 gennaio 2015

Ironsword, la miniatura.

Ironsword ebbe l'onore, una ventina d'anni fa, di veder realizzata una sua miniatura (alta una ventina di centimetri) completamente colorata a mano, seguendo le mie indicazioni, da un ragazzo che era campione nazionale in questa specifica arte.
Ne ho molte, prese da diversi filoni fantasy: ho quelle di "Ravenloft", quelle coi personaggi del "Signore degli Anelli", quelle dei Gdr e alcune che riproducono i miei personaggi:
Qui sopra, ad esempio, oltre ad Ironsword, da sinistra verso destra potete vedere: Morgana Duinarh, Strahd Von Zarovich, Lord Soth, Geys Peterbrook.
Tutte rigorosamente dipinte a mano!
Oggi, purtroppo, ripulendola dalla polvere, la statuina della Grande Morte Bianca mi é caduta ammaccandosi!
Peccato, sono pezzi unici a cui, per di più, ero affezionato.
Pazienza.