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giovedì 6 novembre 2014

Ma chi me lo fa fare?

Che poi, alla fine, un pò deficiente mi ci fanno sentire, tutti i soloni che lanciano strali contro gli scrittori amatoriali o quelli che pubblicano in print on demand (se non sapete cosa sia il print on demand cercate su Google, che sennò mi passa l'arrabbiatura).
Siete come me, o voi che rosicchiate minuti al tempo libero per creare, mettetevelo bene in testa: dei nessuno. Si, anche se sapete scrivere e avete talento nel disegnare; anzi, peggio! Perché se avevate talento e non avete saputo farlo emergere buttandovi a fare qualunque cosa vi sia capitata, siete peggio degli altri.
Ma si, strimpellare una chitarra e non essere propriamente - ehm - intonati passa in secondo piano: avete fatto il vostro CD interamente ideato da voi: wow! E anche per i cortometraggi no problem, quel peccatuccio di pronuncia, quell'inflessione dialettale che proprio non siete riusciti a correggere o quella dizione tutt'altro che perfetta faranno lo stesso di voi dei fighi se riuscirete a portare a termine un cortometraggio: le porte di T9 (o del salotto dei vostri amici) si apriranno per voi concedendovi quel pizzico di breve e effimera notorietà.
Io vivo ancora di rendita per un filmino thriller (?) girato quando avevo quindici anni e proiettato a scuola.
Ma se scrivete...ahi ahi ahi...se scrivete...che guaio! Che grosso guaio!
Pochissimi lo vorranno leggere, forse - e dico forse - riuscirete a impietosire la vostra ragazza o vostra madre, magari inchiodata a letto da una brutta influenza. Pochi vorranno leggere il vostro manoscritto per darvi un parere.
Sappiatelo.
Il motivo? E che ne so io? Faccio il blogger, mica l'indovino.
Posso solo presumere che sia per via del fatto che lo scrittore amatoriale sia considerato niente di più dell'autore notturno di poesie o del barzellettiere di paese: uno sfigato.
L'immagine dello scrittore che non pubblica é quella di un trombone sfiatato che si masturba il cervello per poi andare a lavorare in un call center o in un cantiere; i più fortunati, ovvio.
Avete mai sentito un regista lamentarsi dei giovani che realizzano un cortometraggio? Conoscete qualcuno che spernacchi la più scalcinata compagnia di Rocca Cannuccia che porta in scena l'ardita opera di Shakespeare? No.
Ma se scrivete...ah! Se scrivete! Ingiuria su di voi.
Sono stanco.
Questo post nasce principalmente da una serie di riflessioni che alcune critiche feroci di autori (di fumetti o di letteratura non disegnata) hanno fatto sui social network nel corso degli ultimi mesi: non di rado veniamo presi a esempio per denigrare un'opera uscita. "Sembra uno di quei racconti venduti in print on demand", "è sciatto come un libro auto pubblicato" e vi dicendo.
Da principio non vi ho badato, poi é sopraggiunta l'irritazione e quindi un senso di stucchevole che mi é rimasto dentro a macerare.
Fino ad oggi.
Non starò qui a farvi la moraletta sul fatto che esistano dei bravi autori amatoriali e bla bla bla che tanto non frega niente a nessuno, men che meno mi impelagherò in una sterile polemica riguardo a certe mediocrità che arrivano a vivere di ciò che scrivono (uh, quanti ce ne sono!) che non voglio prendermi né del "wannabee" né dell'"hater" da qualcuno; non sapete cosa essi siano? Ma non sapete proprio un cacchio?
Semplicemente sono stufo; anzi! Comincio a stancarmi, già.
Stanco.
Di scrivere gratis introduzioni, presentazioni, articoli, recensioni, resoconti.
Di veder usata la mia passione (e i miei soldi) per arricchire spregevoli commercianti della carta (io partecipo ad un'opera gratis e vedo quella stessa pubblicazione in vendita a cento Euro su un carretto del Romics).
Di veder usata la parola "passione" a sproposito da professionisti del settore: venite pagati profumatamente, la maggior parte di voi, di quale passione mi venite a parlare?
Di rovinarmi gli occhi su tavole da disegno ore e ore, salvo passare nell'indifferenza generale o - al massimo - nell'affettuoso complimento dell'amico del cuore.
Di ricevere i centesimi dai diritti d'autore per un libro che mi ha portato via lunghe notti e un pezzo di cuore, come fosse l'elemosina all'appestato.
Di vedere con quanta spocchia e arroganza il grande autore ma pessima persona giudica e sentenzia senza appello un lavoro altrui.
Di veder usata la passione: la mia, quella si, ha questo nome, per incularmi.
Di sentire il disegnatore di fumetti che maltratta il fan che é andato a mendicargli il disegnetto e poi ti chiede in privato un pezzo per il suo art book (gratis, naturalmente).
Di spendere soldi per fare sempre meglio una propria pubblicazione.
Di avere a che fare con tipografie che ti trattano da incompetente e pensano di poterti fregare con lavori inappropriati o diversi da quelli che gli hai commissionato.
Del silenzio quasi compassionevole di chi ci vive accanto.
Dei ladroni spregevoli che ancora mi devono soldi per disegni svolti e consegnati ma mai retribuiti.

Non stupitevi: sono un grafico pubblicitario; qualcuno, tanti anni fa, al termine del triennio, mi reputò in grado di disegnare. E anche bene.
Pensa te. Ho lavorato brevemente nel settore e qualcuno mi pagava e tanti, troppi, no.
Ho 42 anni, la passione, quella passione, non basta più.
Non fatevi fregare: con la passione non salderete i vostri debiti, né gli sfizi e men che meno l'affitto da pagare.
Potrete tutto al più stupire per un istante l'amico un pò bietolone o fottere la noia per un quarto d'ora.
Di più no, non ne vale proprio la pena.
Datemi retta.

Non pubblico nulla dal 2011 ("Testamento ipocrita di un guerriero"), dato che "Una Compagnia (poco) d'Onore" non é mai uscito e "Ironsword trilogia" raccoglie i tre vecchi romanzi per l'anniversario del personaggio. Da circa due anni non collaboro con nessuna fanzine o rivista, che sia cartacea oppure on - line. Quanto durerà? Non lo so. Davvero.
Per ora é così.
Non posso considerarmi "ferito" o "deluso" dal modo in cui veniamo trattati, non é nel mio carattere, solo mi piacerebbe ci si fermasse a osservare meglio, con altri occhi, la persona che ha scritto e disegnato, che ha immaginato e sognato, che ha osato raccontare una storia.
Diamogli pazienza se non fiducia, facciamo in modo che venga incoraggiato, corretto, aiutato. Sarà capitato anche a voi padreterni, no? O siete nati già infallibili?
Chissà che da lui non esca un qualcosa di buono.
E no, toglietevi quel sorrisetto dal viso, non parlavo di me: ho scritto la mia età, giusto? Che altro volete che esca da questa testaccia? Non ho mai pubblicato a pagamento, non mi sono mai offerto, non ho mai abusato delle mie cose: uno dei personaggi più anziani che ho ideato viaggia per i 30 anni, fatevi dire quante volte l'ho solo nominato in pubblico oppure ho scritto di lui sui social network: si conterebbero sulle dita di una mano. Tutte le collaborazioni che ho avuto, e alcune sono state prestigiose (perché negarlo?) mi sono state richieste. Non sarà un Premio Pulitzer ma ne vado orgoglioso lo stesso.
Io non ho neppure l'età per fare il "wannabee".

Quindi, e mi spiace comunicarlo, il romanzo fantasy che sarebbe dovuto uscire per Natale non vedrà la luce nell'immediato futuro, anche se é a buon punto, in attesa di tempi migliori. Grazie comunque a quella nicchia (piccola, piccolissima) di lettori affezionati che mi seguono sempre, a prescindere.

Ora vi saluto.
Gli scrittori sfigati lavorano, per pagarsi la vita.
Ed é dura.
Credetemi.







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