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domenica 16 marzo 2014

Francesco Guccini e una vecchia promessa che mi ero fatto...

In vita mia ho avuto il piacere, l'onore, il privilegio e, qualche volta, la fortuna, di incontrare persone dello spettacolo o della cultura che sono state molto importanti per me e per la mia vita: di alcuni di questi vi ho parlato dalle pagine di questo blog (Roberto Vecchioni, Gallieno Ferri, Guido Nolitta / Sergio Bonelli, John Buscema etc.) ma ce ne era uno, particolarmente sfuggente, che ambivo conoscere per una serie di motivi che non cambierebbero da fan a fan: Francesco Guccini.
Ora che il Nostro ha (purtroppo) smesso coi dischi e coi concerti pensavo che non avrei più potuto avere l'opportunità di stringergli la mano, e invece no! Perché la "nuova" carriera da scrittore ha fatto si che il Maestrone sforni qualche titolo da presentare in giro per le librerie d'Italia.
Così, quando ho saputo che a Roma, nel corso di una iniziativa dell'Auditorium Parco della Musica intitolata "Libri come il Lavoro" per la Festa del Libro e della Lettura ci sarebbe stato anche lui per presentare l'ultima fatica dal titolo "Nuovo dizionario delle cose perdute" - Mondadori, ho preso la palla al balzo e sono andato.
Guccini sarebbe stato presente ieri, 15 marzo, dalle ore 18,00 presso la Sala Sinopoli. Comprai così il biglietto on - line giorni fa e sono uscito di buon ora per recarmi all'appuntamento.
La giornata di ieri coincideva con la partita di rugby giocata allo stadio "Flaminio" tra Italia e Inghilterra, che non avevo previsto, cosicché le metro piene e le strade intasate hanno fatto si che io arrivassi in ritardo, ben dopo le ore sei!
Il personale dell'Auditorium é stato  gentilissimo, ma per chi arriva con forte ritardo é prevista la perdita di diritto sulla poltrona selezionata.
Cosa significa ciò? Che ho visto tutta la presentazione in piedi.
Ed ero arrivato già stanco morto.
Guccini era in forma: dimagrito, arguto, divertente, pungente. E molto, molto raffreddato. La gente in sala si divertiva molto, io stavo sudando come un cammello in sauna.
Vabbé.
Le scarpe che avevo messo, scegliendo assai male, mi stringevano l'alluce sinistro in una morsa diabolica che mi ha torturato dall'inizio alla fine: ciò mi ha fatto camminare in posizione errata caricando tutto il peso del corpo sull'altro piede. E vi assicuro che dalla stazione Flaminio al Parco della Musica non é proprio una passeggiatina...
Con esiti che potete facilmente immaginare.
Ho scattato qualche fotografia, che vedete sopra, con estrema sofferenza!
Alla fine della presentazione, durata circa un'ora e quaranta, ci siamo spostati in libreria dove, con santa pazienza, Guccini ha firmato autografi, messo in posa per le fotografie, risposto alle mille questioni dei suoi tanti fans.
Io mi ero portato una copia di "Radici" disco culto che per me (come per tanti altri) rappresenta un'epoca, e quando mi sono avvicinato a lui - lo ammetto - mi sono emozionato; mi tremavano le mani! Giuro. Una cosa mai accaduta prima. Abbiamo scambiato qualche battuta sul nostro comune raffreddore (il mio dura da mesi ma non gliel'ho detto!) sul nome Francesco che abbiamo in comune io, lui, e il suo bisnonno e su poco altro.
Che gioia indescrivibile.
Ecco la fotografia scattata mentre si accingeva a firmare la mia copia di "Radici":

Insomma, ero un uomo felice!
Ci siamo salutati (non prima di aver messo a sua disposizione una scorta di fazzoletti di carta per il naso!) e preparandomi per il ritorno a casa (ero esausto e con le gambe a pezzi) mi sono reso conto della grande soddisfazione che, finalmente, ero riuscito a togliermi!
Vi lascio, ringraziandovi per la pazienza, col ricordo più caro della giornata: "Radici" firmata dal Maestrone.
Lunga vita a lui.

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