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martedì 11 marzo 2014

Ancora sull'Apostolo nel buio...

Sono già passati cinque anni.
I mesi a cavallo tra il 2008 e il 2009 furono molto difficili, per il sottoscritto: non avevo più alcuna entrata e la mancanza di lavoro mi portò ad un lungo, lunghissimo periodo di insonnia.
Non dormivo più.
Passavo le notti davanti al monitor, con una coperta sulle gambe per le serate più fredde navigando tra siti di cinema, di fumetti e di annunci di lavoro: per addormentarmi le tentai tutte! Tisane, programmi soporiferi, gran premi di Formula 1, ciclismo, video di massaggi rilassanti, musica ambient...niente. Finché, come spesso accade, fu la scrittura a salvarmi: dato che avrei comunque dovuto passare delle nottate di veglia perché - mi dissi - non utilizzarle per qualcosa di divertente? Così ripensai ad una storia "di paura" che avevo buttato giù come scaletta anni prima e che ora mi sembrava seducente; incominciai a scrivere "L'apostolo nel buio" e scoprii che oltre a tenermi impegnato, il soffice picchiettare sulla tastiera mi faceva scivolare via stress e preoccupazioni. Per farla breve, dopo aver scritto per qualche ora riuscivo a prendere sonno! Effetto che, spero, non abbia colpito anche coloro che comprarono il romanzo!
Scrivere un'atmosfera equilibrata, nera e avvolgente mi aiutò moltissimo a distendere i nervi: naturalmente mi serviva qualcosa che non fosse troppo "difficile" da immaginare, tutto doveva scorrere senza intoppi, avrei dovuto volare sui tasti del computer: così infilai nella storia tutti personaggi reali che, in una maniera o nell'altra, avevo incontrato e frequentato in vita mia, mutando logicamente i loro nomi ed esasperando alcune inclinazioni del carattere. Nell'Apostolo nel buio non c'é un solo personaggio che non sia adattato ad un essere umano reale, a parte il protagonista.
Medesima cosa feci con le varie locations (si dice così, oggi, vero?) tutte esistenti, tutte da me studiate e / o frequentate nel corso della mia esistenza. Questa bizzarra maniera di lavorare mi aiutò tantissimo, dato che in pratica potevo concentrarmi solo e soltanto sullo svolgimento della storia e sulle varie atmosfere che volevo narrare. Non avrei potuto e saputo scrivere altro, in quelle nottate; mi rilassava il prendere appunti e il riflettere sulla bontà di una trovata o sulla plausibilità di un passaggio narrativo piuttosto che di un altro, facendomi dimenticare per qualche tempo le mie sventure e permettendomi di andare a letto scarico e quasi "stanco" dall'impegno messo nel romanzo.
Oggi devo dire grazie a quel racconto e al suo protagonista principale, Tullio Paride Agosti, per la compagnia fattami durante tutto quel periodo.
E a coloro che lo hanno comprato, naturalmente.  

10 commenti:

  1. la cosa mi inquieta, chi frequenti?

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  2. "Nell'Apostolo nel buio non c'é un solo personaggio che non sia adattato ad un essere umano reale, a parte il protagonista."
    Ed a parte l'assassino, o no?

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    1. Beh, si: non l'ho citato e non lo citerò adesso per non correre il rischio di scrivere goffamente qualcosa che non dovrei per chi dovesse leggere in futuro questo libro!

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  3. Hai pensato a un secondo romanzo con Agosti?

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    1. Ho un piccolo racconto (non finito) in cui compare lui sul treno del ritorno. In futuro chissà, magari in una raccolta di tutte quelle storie brevi scritte e mai pubblicate. ;)

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  4. Interessante l'idea della raccolta.
    Quante storie brevi sono all'incirca?

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    1. Sei, sette...forse più. Anche questa quasi tutta roba notturna.

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  5. Tutte storie horror o ce n'è pure qualcuna fantasy?

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    1. Fantasy, horror, avventura, drammatico...

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