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giovedì 27 marzo 2014

Joevito Nuccio a Gangi!

L'amico Joevito Nuccio, disegnatore di Zagor e a mio avviso uno dei migliori disegnatori italiani in circolazione, sarà presente a Gangi, in provincia di Palermo, i giorni 29 e 30 corrente mese per incontrare lettori e fan!

domenica 16 marzo 2014

Francesco Guccini e una vecchia promessa che mi ero fatto...

In vita mia ho avuto il piacere, l'onore, il privilegio e, qualche volta, la fortuna, di incontrare persone dello spettacolo o della cultura che sono state molto importanti per me e per la mia vita: di alcuni di questi vi ho parlato dalle pagine di questo blog (Roberto Vecchioni, Gallieno Ferri, Guido Nolitta / Sergio Bonelli, John Buscema etc.) ma ce ne era uno, particolarmente sfuggente, che ambivo conoscere per una serie di motivi che non cambierebbero da fan a fan: Francesco Guccini.
Ora che il Nostro ha (purtroppo) smesso coi dischi e coi concerti pensavo che non avrei più potuto avere l'opportunità di stringergli la mano, e invece no! Perché la "nuova" carriera da scrittore ha fatto si che il Maestrone sforni qualche titolo da presentare in giro per le librerie d'Italia.
Così, quando ho saputo che a Roma, nel corso di una iniziativa dell'Auditorium Parco della Musica intitolata "Libri come il Lavoro" per la Festa del Libro e della Lettura ci sarebbe stato anche lui per presentare l'ultima fatica dal titolo "Nuovo dizionario delle cose perdute" - Mondadori, ho preso la palla al balzo e sono andato.
Guccini sarebbe stato presente ieri, 15 marzo, dalle ore 18,00 presso la Sala Sinopoli. Comprai così il biglietto on - line giorni fa e sono uscito di buon ora per recarmi all'appuntamento.
La giornata di ieri coincideva con la partita di rugby giocata allo stadio "Flaminio" tra Italia e Inghilterra, che non avevo previsto, cosicché le metro piene e le strade intasate hanno fatto si che io arrivassi in ritardo, ben dopo le ore sei!
Il personale dell'Auditorium é stato  gentilissimo, ma per chi arriva con forte ritardo é prevista la perdita di diritto sulla poltrona selezionata.
Cosa significa ciò? Che ho visto tutta la presentazione in piedi.
Ed ero arrivato già stanco morto.
Guccini era in forma: dimagrito, arguto, divertente, pungente. E molto, molto raffreddato. La gente in sala si divertiva molto, io stavo sudando come un cammello in sauna.
Vabbé.
Le scarpe che avevo messo, scegliendo assai male, mi stringevano l'alluce sinistro in una morsa diabolica che mi ha torturato dall'inizio alla fine: ciò mi ha fatto camminare in posizione errata caricando tutto il peso del corpo sull'altro piede. E vi assicuro che dalla stazione Flaminio al Parco della Musica non é proprio una passeggiatina...
Con esiti che potete facilmente immaginare.
Ho scattato qualche fotografia, che vedete sopra, con estrema sofferenza!
Alla fine della presentazione, durata circa un'ora e quaranta, ci siamo spostati in libreria dove, con santa pazienza, Guccini ha firmato autografi, messo in posa per le fotografie, risposto alle mille questioni dei suoi tanti fans.
Io mi ero portato una copia di "Radici" disco culto che per me (come per tanti altri) rappresenta un'epoca, e quando mi sono avvicinato a lui - lo ammetto - mi sono emozionato; mi tremavano le mani! Giuro. Una cosa mai accaduta prima. Abbiamo scambiato qualche battuta sul nostro comune raffreddore (il mio dura da mesi ma non gliel'ho detto!) sul nome Francesco che abbiamo in comune io, lui, e il suo bisnonno e su poco altro.
Che gioia indescrivibile.
Ecco la fotografia scattata mentre si accingeva a firmare la mia copia di "Radici":

Insomma, ero un uomo felice!
Ci siamo salutati (non prima di aver messo a sua disposizione una scorta di fazzoletti di carta per il naso!) e preparandomi per il ritorno a casa (ero esausto e con le gambe a pezzi) mi sono reso conto della grande soddisfazione che, finalmente, ero riuscito a togliermi!
Vi lascio, ringraziandovi per la pazienza, col ricordo più caro della giornata: "Radici" firmata dal Maestrone.
Lunga vita a lui.

martedì 11 marzo 2014

Ancora sull'Apostolo nel buio...

Sono già passati cinque anni.
I mesi a cavallo tra il 2008 e il 2009 furono molto difficili, per il sottoscritto: non avevo più alcuna entrata e la mancanza di lavoro mi portò ad un lungo, lunghissimo periodo di insonnia.
Non dormivo più.
Passavo le notti davanti al monitor, con una coperta sulle gambe per le serate più fredde navigando tra siti di cinema, di fumetti e di annunci di lavoro: per addormentarmi le tentai tutte! Tisane, programmi soporiferi, gran premi di Formula 1, ciclismo, video di massaggi rilassanti, musica ambient...niente. Finché, come spesso accade, fu la scrittura a salvarmi: dato che avrei comunque dovuto passare delle nottate di veglia perché - mi dissi - non utilizzarle per qualcosa di divertente? Così ripensai ad una storia "di paura" che avevo buttato giù come scaletta anni prima e che ora mi sembrava seducente; incominciai a scrivere "L'apostolo nel buio" e scoprii che oltre a tenermi impegnato, il soffice picchiettare sulla tastiera mi faceva scivolare via stress e preoccupazioni. Per farla breve, dopo aver scritto per qualche ora riuscivo a prendere sonno! Effetto che, spero, non abbia colpito anche coloro che comprarono il romanzo!
Scrivere un'atmosfera equilibrata, nera e avvolgente mi aiutò moltissimo a distendere i nervi: naturalmente mi serviva qualcosa che non fosse troppo "difficile" da immaginare, tutto doveva scorrere senza intoppi, avrei dovuto volare sui tasti del computer: così infilai nella storia tutti personaggi reali che, in una maniera o nell'altra, avevo incontrato e frequentato in vita mia, mutando logicamente i loro nomi ed esasperando alcune inclinazioni del carattere. Nell'Apostolo nel buio non c'é un solo personaggio che non sia adattato ad un essere umano reale, a parte il protagonista.
Medesima cosa feci con le varie locations (si dice così, oggi, vero?) tutte esistenti, tutte da me studiate e / o frequentate nel corso della mia esistenza. Questa bizzarra maniera di lavorare mi aiutò tantissimo, dato che in pratica potevo concentrarmi solo e soltanto sullo svolgimento della storia e sulle varie atmosfere che volevo narrare. Non avrei potuto e saputo scrivere altro, in quelle nottate; mi rilassava il prendere appunti e il riflettere sulla bontà di una trovata o sulla plausibilità di un passaggio narrativo piuttosto che di un altro, facendomi dimenticare per qualche tempo le mie sventure e permettendomi di andare a letto scarico e quasi "stanco" dall'impegno messo nel romanzo.
Oggi devo dire grazie a quel racconto e al suo protagonista principale, Tullio Paride Agosti, per la compagnia fattami durante tutto quel periodo.
E a coloro che lo hanno comprato, naturalmente.  

domenica 9 marzo 2014

Franco Urru: la sensualità del tratto.

Cari amici, eccomi di ritorno: la mostra allestita da Fabio Mantovani per l’anniversario della scomparsa dell’artista (meno conosciuto in Italia -ahimé- ma amatissimo in America) é stata un successo: tantissima gente e commozione per i suoi amici e i suoi sostenitori accorsi alla sua prima mostra italiana. Fabio é stato un gran signore: Mantovani ha usato il grande lascito di Franco Urru per far conoscere l’opera del disegnatore romano, ritengo nel migliore dei modi. Pensate che ha stampato e distribuito a proprie spese uno sketchbook di Franco. In regalo ai partecipanti. A lui va il mio applauso. A lui e ai ragazzi della CArt Gallery, sempre sensibili verso operazioni di questo tipo; le pareti della galleria recavano tavole finite ma anche bozzetti, prove, sketch: da ciò si evince non solo l'abilità tecnica del disegnatore in questione, mai messa in dubbio da chi scrive, ma anche l'incredibile abnegazione e puntiglio con il quale Franco realizzava un semplice disegno di prova!

Ho frequentato poco Urru, mio malgrado, ma le mie impressioni sono quelle che troverete ovunque in giro per la Rete: come tutti i grandi era umile e paziente, una volta parlammo a lungo di gatti! Mi stette immediatamente simpatico, peccato non aver potuto diventare amici.
Bellissimo pomeriggio disturbato solo da un truzzo cileno che, sul bus, ha tentato di sfilarmi il portafogli senza riuscirsi!
Vi lascio con una serie di immagini scattate ieri dalle opere appese, ma non accontentatevi: la mostra c'é fino al 19 marzo.
Andateci!


sabato 8 marzo 2014

Zagor Monsters!

Cari amici, l'amico Massimo Capalbo, già autore dell'enciclopedica opera (di nome e di fatto) dedicata a Mister No, ci riprova! Stavolta il Nostro si trova alle prese con il variegato e curioso bestiario zagoriano: tratterà in ordine alfabetico tutti i mostri e le creature fantastiche apparse nell'ultra cinquantennale saga dello Spirito con la Scure! Il lavoro superbo di Massimo meriterebbe dei bei volumi da libreria!
Intanto vi lascio al link dove seguire la lettera "A" della nuova opera.
http://dimeweb.blogspot.it/p/zagor-monsters-la-mappa.html
Vai, Max!!

Il disegno di Zagor col lupo mannaro é opera di Joevito Nuccio, in forza allo staff zagoriano; Zagor e il suo mondo sono c. by Sergio Bonelli Editore.