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venerdì 17 gennaio 2014

Buoni propositi (?)

Uno dei concetti più banali, inutili e abusati nella storia dell'umanità é quello secondo il quale, all'inizio di un nuovo anno, qualcosa cambi in noi o nelle nostre vite.
Inutile star qui a dire che, la mattina del 1°, tutto é esattamente come avevamo lasciato "l'anno precedente"; tutti i nostri buoni propositi, le cose messe in conto di fare, i luoghi da visitare rimangono, appunto, sovente solo dei "buoni propositi" e nulla più.
Eppure.
Eppure per me, questo 2014, é stato un trampolino per cambiare sul serio. Piccole cose, intendiamoci, nulla che muterà effettivamente chissà cosa in me o nella gente che condivide la mia vita: ma avevo voglia di provarci e così é.
Dicevo: piccole cose che la maggior parte delle persone che frequento manco noterà, ma che sono per me assai significative.
L'atteggiamento, innanzitutto: dal primo dell'anno ho smesso di lamentarmi. Sarà per stanchezza o proprio per cambiamento, ma é arrivata l'ora di darci un taglio; l'ottimismo, poi, é un'isola sconosciuta nel quale provo a mettere tenda. Sono sempre stato un pessimista cosmico, lo si evince da diverse cose, ma mi sforzo e cerco di mutare questo aspetto di me: ottimismo. Godersi il presente, per quanto possibile, sapendo che si é andati a dormire, la sera, con la coscienza di aver fatto tutto ciò che si poteva per migliorare e migliorarsi. Per il domani, si vedrà.
Meno chiacchiere: sui miei libri, sui miei disegni, sui personaggi. Le chiacchiere, oltre a finire qualche volta per annoiare chi ti sta davanti, possono creare attese, speranze, equivoci.
Basta. Ne parlerò sempre meno e solo nei momenti che riterrò giusti, sperando di riuscire a farmi perdonare.
Capitolo disegni: é cambiato tutto, ma il seme lo avevo già gettato in estate! Da sette tavole settimanali sono sceso a due o tre, con la forte speranza che questo vada a braccetto con la migliore qualità delle matite e degli inchiostri. Ho tutto il tempo del mondo per migliorare, rifare, rifinire: nel silenzio, nella tranquillità della "non attesa".
E' gratificante.
Lo scrivere: ho cominciato a dire qualche "no", anche se non sono nessuno e ben conscio del fatto che per fare curriculum dovrei continuare ad accettare di scrivere qualsiasi cosa, ma no; basta. Ho scritto perlopiù gratis su riviste, fanzine, portali Web. Visto che é gratis devo e voglio almeno divertirmi di più, no?
So bene che questo é un anno importante, che uno dei miei personaggi un pochino più apprezzati compirà 25 anni e che molte cose, per lui, bollono in pentola: non lo dimentico e prometto solennemente che per ogni novità sarò sempre pronto, qui o altrove, a darvene notizia per tempo.

Un grande abbraccio a tutti voi.

4 commenti:

  1. Beh, se non sono propositi questi!
    Se il cambiamento permane, potrebbe essere un segno dei quaranta che arrivano. Per me è stato così. È incredibile, se mi guardo indietro, vedere quanto siano cambiate certe cose di me allo scoccare dei 40.

    Due parole sul vivere dal mattino alla sera. Il Buddha diceva che il seme dell'infelicità, dell'angoscia, della disperazione umana sta in pochi elementi in realtà, e uno di questi è l'incapacità dell'uomo di vivere il momento presente.
    Ci proiettiamo nel passato o nel futuro, per paura o insicurezza, in cerca di rifugio o per fuggire via. Ma è solo il momento presente che ci vede vivi.
    Anche io sto svolgendo questo 'esercizio'. Ogni giorno è una vita a sè stante.

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    1. Si, esattamente ciò che intendevo. :) Troppo spesso abbiamo rimpianti per cose che avremmo voluto fare e non abbiamo fatto per pigrizia o rinuncia a priori.

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  2. "La preoccupazione del domani non dovrebbe mai esitere se viviamo l'oggi con Dio" (vecchio proverbio). Certo che però è difficile...
    Un abbraccio anche a te, Francesco!

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