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mercoledì 23 ottobre 2013

"Noi, Zagor"! Io c'ero.

Dico la verità: non mi ero interessato a questo film documentario. Forse perché le "celebrazioni" zagoriane cui ho assistito negli ultimi anni son state tante (troppe?), forse per un pizzico di pigrizia o soltanto per distrazione; chissà.
Fatto sta che quando l'amico Giancarlo, a poche ore dalla proiezione romana, mi ha ricordato l'evento sono andato.
Devo dire di non essermene pentito.
Mi sono divertito. Non che fossi propriamente ben disposto, intendiamoci: confesso di non aver particolarmente apprezzato il pur lodevole lavoro di Giancarlo Soldi per "Come Tex nessuno mai" approdato prima nelle sale e poi in edicola versione DvD. Perché? Perché l'ho trovato eccessivamente "di parte", poco profondo, troppo accennato. Chi mi segue sa che evito accuratamente ogni tipo di recensione su questo spazio, altri e più meritevoli di me se ne occupano ovunque, però non posso esimermi dal condividere con voi il pizzico di delusione avuta dopo la visione del film di Soldi: ma come? Nessun intervento di Civitelli? O di Fusco? Tre secondi in croce per Claudio Villa? Tra i lettori del ranger ci sono italiani lodevolissimi come Francesco Guccini, Umberto Eco, Roberto Vecchioni, tanto per citare i primi che mi vengono in mente, e chi ti vedo nel film? Ricky Tognazzi (seppur regista in gamba) perlopiù lasciato parlare meno di un minuto!
Certo,  con Zagor é stato diverso: vuoi l'affetto adolescenziale che mi lega allo Spirito con la Scure, vuoi che il 90% dei protagonisti del film o li conosco o, addirittura, sono miei amici, vuoi ancora per la bella musica di Graziano Romani...ma "Noi, Zagor" m'é piaciuto di più. Me lo sono gustato. Per un disegnatoraccio come me, inoltre, i tanti dietro le quinte zagoriane sono stati densi di interesse, e anche i momenti divertenti non son mancati.
Lode personale ai tanti disegnatori che hanno fatto da spola tra le varie sale di Roma per presenziare al film e firmare autografi, eseguire disegni, discutere con gli appassionati. Davvero una bella iniziativa.
Nella sala in cui sono stato io c'erano Mauro Laurenti, Massimo Pesce, Alessandro Chiarolla e l'impagabile Walter Venturi, rimasto fino alla fine per disegnare.
Ecco lo Zagor che ha fatto a me, a proposito! Grazie infinite.
Insomma tra un pò di nostalgia, qualche risata tra amici e la passeggiata piuttosto breve per arrivare al cinema Barberini, la serata é trascorsa piacevolmente.
Si tratta o no di un capolavoro, si starà però chiedendo qualcuno, e la mia risposta é...non lo so!
Non si può giudicare un progetto come questo con i parametri che usereste per un film tradizionale; troppe cose, quasi sempre personalissime, sono in gioco per poter dare un giudizio netto e tranciante. Siete zagoriani di ferro? Lettori occasionali? Spettatori che non sapevano come passare questa due giorni? Ecco, ognuno di loro darà un parere che potrebbe essere diametralmente opposto. Troppo breve? Finale con le cover troppo lungo? Poco approfondito su certi passaggi, foto viste e straviste? Sono tutti pareri e obiezioni che stanno benissimo in piedi.
Andatelo a vedere, comunque, poiché troppo spesso ci lamentiamo di come il fumetto venga trattato in Italia e poi disertiamo iniziative come questa.
Permettete di lasciarvi con un piccolo tarlo che ogni tanto si affaccia in me: il lettore zagoriano, quello facente parte dello zoccolo duro, é uno strano "animale": buffo, grosso, onnivoro.
Proprio il fatto che mangi tanto e di tutto potrebbe far sorgere il sospetto che qualcuno si approfitti dello Spirito con la Scure per proporre gadget, film, pubblicazioni che attirerebbero il nostro animaletto collezionista ingolosito da null'altro che il simbolo di Zagor in calce.
Sono certo, almeno per quanto riguarda il regista di questo film, Riccardo Jacopino, che le cose non stanno così.
A risentirci!
Zagor, c. by Sergio Bonelli Editore.
Il bellissimo disegno che buca letteralmente lo schermo in apertura di post é dell'amico e disegnatore zagoriano Gianni sedioli, presente anch'egli nel documentario.

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