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lunedì 29 luglio 2013

40 Anni dopo.

Chissà,  realmente, dove finiscono i sogni, gli entusiasmi e le speranza che abbiamo da bambini.
Chissà cosa rimane in me dei progetti, di ciò che ero e di quello che sarei voluto diventare.
Chissà dove finisce una parte di noi quando ti scontri con la realtà, con le convenzioni, con l'assurdo meccanismo a eliminazione nel quale sei costretto ad arrampicarti in età adulta.
A dieci anni sono stato felice.
A venti rabbiosamente speranzoso.
A trenta abbastanza disilluso da riderci sopra.
A quaranta sono roso dai dubbi e sostanzialmente certo che sia tutto sbagliato.

A cinquanta dovrò essere grato a qualcuno di esserci arrivato.


6 commenti:

  1. Interessante.
    Come ho avuto modo di dirti, io a 40 anni sono tornato grosso modo a dodici anni. Si, ho dei pensieri e delle preoccupazioni che non avevo allora, ma qualcosa è cambiato in me. I 30, per me, sono stati durissimi. Spietati. Adesso sto trovando un equilibrio fra il sogno, la rabbia e la scelta.

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  2. Idem
    gli anta sono meglio degli enta.
    Non fisicamente, ma nel complesso sì.
    bei pantaloni comunque, io ce li avevo bicolori.

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  3. Risposte
    1. Era il 21! :D Grazie a tutti per gli interventi, comunque!

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