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martedì 1 gennaio 2013

Alla fine, si reinizia sempre...

Sono due gli autobus  cui sono affezionato, a Roma:  due linee vicine ma distanti per obiettivi: una, l'85, va infatti nelle zone storiche di Roma, fermandosi a due passi da Piazza di Spagna e Via Condotti! L'altra, la linea n°16, é più modesta...importante solo per chi ci vive accanto o, al massimo, per chi la usa per raggiungere gli uffici di Via XX Settembre o i partenti dalla Stazione Termini, che raggiunge di sguincio.
Per me e i miei amici dell'epoca, che abitavamo tutti in quel raggio d'azione nel quale passavano queste due linee (il 16, addirittura, faceva capolinea proprio nei pressi di numerose nostre abitazioni!), il 16 e l'85 sono stati autobus fondamentali per i nostri sogni e la nostra crescita.
Se ripenso ad uno di questi due, respiro immediatamente il profumo e la luce di un'altra epoca, lontanissima per stile di vita e lontana anche nel tempo.
Tutto era diverso, allora,  come non avrebbe potuto? Tornato da scuola afferravo lo zaino, il walkman e saltavo sul bus: destinazione? Una casa, un garage, un ritrovo qualunque per stare insieme a giocare, ad ascoltare musica, a leggere o a scambiarsi pareri.
Si, perché allora per "stare assieme" occorreva vedersi: di persona, fisicamente intendo! Al massimo, ci si poteva sentire con una telefonata (breve, che la bolletta sennò era salata e la sorella maggiore finiva per rompere le scatole se ti attardavi troppo)...non c'era, insomma, la tecnologia di adesso, nel quale il contatto (freddo, freddissimo) c'é ininterrottamente, grazie ai social network, ai programmi gratuiti, alle video chiamate etc.
Ci si doveva vedere, e vivevi la città in maniera diversa, quasi avventurosa.
Con una canzone di Guccini o dei Nomadi nelle orecchie, vedevo i raggi del sole primaverile infrangersi contro il vetrone del bus e illuminare quel che stavo facendo! Il tratto, troppo breve, quasi mi infastidiva: mi piaceva stare lì a fantasticare su come sarebbe stata la giornata in compagnia degli amici, quelli di sempre: una discussione su una regola, una critica al tizio che dava buca, uno sguardo a ciò che avremmo mangiato per cena (tanto si finiva sempre per andare da "Poppy" o al "Gallo Umbro"!), una pianificazione del week end.
Ero felice.
Siamo felici, oggi? Non lo so, non credo.
Possiamo essere sereni, gratificati, ma non felici. Io non credo che esista la felicità, superata una certa soglia e venuti a patti con la vita e taluni orrori del vivere da adulti (una morte di un caro, una grave responsabilità, un addio, un trasloco) e non ho più visto quel guizzo svelto e sagace negli occhi dei miei amici.
Si accendono molte cose diverse, naturalmente, ma tante altre si spengono per sempre.
Ecco, se volessi scrivere quei banali "vorrei" con i quali si son nascosti tanti poeti e artisti, vorrei proprio rivedere, almeno una volta, la serenità piena negli occhi degli amici che son rimasti, sapere che stanno bene quelli andati, rivedere un'ultima volta luoghi e cose che mi han affascinato, sognare ancora utopie inimmaginabili.
Vorrei vederti camminare un'ultima volta, madre, senza le catene immaginifiche che ti inchiodano al letto.
Vorrei scrivere e disegnare meglio, veder spegnere l'arroganza e l'idiozia dei potenti, rialzarsi i deboli colpiti, trionfare il giusto e la ragione.
Vorrei...
Vorrei uno splendido 2013 per chi é capace ancora di sognare e di indignarsi, per chi, nonostante tutto, prova ancora a cambiarsi e a cambiare.
Vorrei un raggio di sole netto, pulito, che entra dal finestrino di un autobus che mi porta vicino eppure così lontano, magari tanto distante da poter ricomporre i cocci che ho rotto, le frasi maledette che non avrei dovuto dire, salutare meglio, come non ho avuto occasione di fare.
Vorrei crescere.
Vorrei tante di quelle cose che, alla fine, mi conviene restare seduto qui, alla mia scrivania, per non fare danni.
Auguri a tutti, che il 2013 possa essere più che splendido.
Possa essere giusto.

10 commenti:

  1. Grandi propositi...li condivido!

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  2. Capisco la tua personalità da quello che scrivi, non solo qui.
    Aggiungo, ma questo dipende dalla propria inclinazione caratteriale, credo che la felicità sia a portata di mano, per tutti, ma probabilmente, se siamo troppo rivolti al passato, non ci accorgiamo che magari sta al nostro fianco.
    Personalmente non considero il passato il mio tempo migliore, ma trovo sempre degli obiettivi: forse sono un illuso o un inguaribile ottimista, ma vivo il mio presente tenendo d'occhio l'orizzonte. Con fiducia.
    Buon 2013, Fran!

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  3. Grazie, Fran... Mi hai commosso... e sono orgoglioso di conoscerti!

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    1. Sono io che ringrazio te e tutti gli amici che prestano attenzione a queste mie cose!

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  4. Auguri anche a te, per le intense emozioni e per gli splendidi ricordi, che un po' tutti ci accomunano.
    é paradossale che anche io stavo sempre sull'85 e sul 16, e magari ci siamo incontrati.:)
    Abitavo in via Coriolano, una traversa di via Enea e andavo all'università.
    Sono un po' più vecchio! :-)

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    1. Si, veramente incredibile! Chissà quante volte ci siamo incrociati.

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