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domenica 30 dicembre 2012

Zagor, la marcia della disperazione!

Farei leggere la storia in edicola in questi giorni, sempre per i tipi di Repubblica / L'Espresso, a chi sostiene che i nostalgici di Zagor siano soltanto inguaribili affezionati ad un periodo romantico osannato maggiormente per motivi sentimentali.
Ecco, l'ho scritto tutto d'un fiato.
In pratica, le storie di Guido Nolitta non sono le migliori nel panorama zagoriano, ma soltanto quelle a cui una persona di una certa età, che le ha lette da bambino, ricorda e apprezza maggiormente.
Benissimo! A tutti loro, con il miglior sorriso, farei leggere questo capolavoro.
"La marcia della disperazione", nella ristampa a colori intitolato malamente "La carovana dei disperati", che dà più l'idea di una comitiva di extracomunitari scacciati da un campo rom piuttosto che di un racconto epico, é probabilmente la sceneggiatura più bella, più matura del creatore di Zagor: non c'é un dialogo che non sia emozionante, numerose le scene indimenticabili, che ancora oggi sono in grado di commuovere anche chi non é un LETTORE ABITUALE dello Spirito con la Scure: come la sorte del vecchio violinista Klein, oppure come il sacrificio di Zagor nel finale o - ancora - come l'intera sequenza dell'assedio iniziale nel quale Zagor, Cico e la bella figlia di Lang, Frida, giungono tra gli assediati con uno stratagemma per dar loro man forte. C'é un'azione, una violenza e una tensione da far invidia a certi capolavori western degli anni '60.
A questo punto, direi, non c'é davvero molto altro da aggiungere.
Ah, si! Potrei persino parlare proprio di lei, Frida Lang, insuperabile reginetta di questa avventura: eroina moderna e coraggiosa, che bacia (e fa qualcosa di più, probabilmente!) il nostro eroe nella notte più drammatica dei fuggitivi, dando un bello scossone alle storie e ai lettori che avevano seguito Zagor fin lì! Quanti colpi di scena, quante emozioni, quante "novità" tra quelle lontane pagine...ogni personaggio é cesellato in maniera realistica e palpitante; persino gli odiosi europei che intendono sfidare gli indiani di Winter Snake, non sono macchiette monodimensionali: nello scorrere della storia capiamo che certi uni sono migliori di altri, e che alla fine proviamo persino compassione, data la fine che sembra delinearsi all'orizzonte per tutti loro e i vari, disperati tentativi di sopravvivenza.
E' tutto, ho finito.
Fate leggere o rileggere loro "La marcia della disperazione", poi guardateli negli occhi e domandate:
"E' una storia fantastica, una pietra miliare nella saga di Zagor, o sono soltanto un vecchio sognatore nostalgico incapace di giudicare separando l'affetto dalla realtà delle cose?"
Vi lascio con la versione croata del famoso bacio tra Frida e Zagor, postato dagli amici croati del forum Stripovi!

martedì 25 dicembre 2012

Natale al tavolo da disegno.

E' stato bello passare un Natale tranquillo a disegnare! Questa tavola, poi, é importante!
Va bene l'avventura e il fantasy, ma un pò di introspezione, ogni tanto, non fa male! Con buona pace del grande G. L. Bonelli!
Di nuovo Buon Natale a tutti! Ci sentiamo per la fine dell'anno...

lunedì 24 dicembre 2012

Carissimi amici, é il primo Natale per questo mio blog, colgo quindi occasione, oltre che per ringraziarvi, per augurarvi delle splendide festività!
Auguri!
Francesco L. P. 012

martedì 18 dicembre 2012

Un pò di pace per Tewen.

Tratta dall'ultima tavola disegnata, Tewen sembra aver trovato un pò di pace dopo le ultime vicissitudini patite contro Santo Stefano!
Matita e china.

giovedì 13 dicembre 2012

Revisioni.

Attraversando un periodo di scarso lavoro di scrittura (nessun articolo, recensione o racconto all'orizzonte) mi sono finalmente deciso a realizzare un progetto di editing cui avevo pensato tempo fa: la totale revisione (intesa come correzioni, aggiustamenti, auto censure e altre amenità!) di alcuni racconti che col passar del tempo hanno mostrato diverse lacune "tecniche".
Vi ho raccontato di come giunsi a pubblicare alcuni miei lavori, frettolosamente e con case editrici di fortuna: ciò mi impedì totalmente di  eseguire un decente lavoro di editing atto a coprire quegli errori, quelle sviste e quei refusi di cui abbondano le prime bozze di ogni romanzo!
La mia attenzione é focalizzata principalmente sui primi tre titoli usciti, quelli pubblicati - come dicevo -in tutta fretta: "Carne umana", "La Ballata del Cammino Lontano", "Un giullare non ride mai".
Proprio quest'ultimo titolo, che vedete sulla mia scrivania poco sopra, ha sempre destato in me un profondo senso di vergogna!
Rileggendolo per il lavoro di editing di cui vi parlavo, mi sono reso conto che l'avversione verso questo titolo é più che giustificata: sembra scritto con la mano sinistra, i refusi e gli errori veri e propri sono in un numero intollerabile, i personaggi - alle volte -sembrano scritti da altre mani che non le mie.
Nel post del titolo, mesi fa, vi narrai le traversie che ruotarono attorno alla stesura di "Un giullare", ma ciò non deve diventare un alibi per gli orrori riversati in queste pagine!
Errori che, grazie al lavoro che mi sono prefissato di eseguire, tenterò di appianare, arrivando a riscrivere quelle parti che poco hanno a che vedere col mio stile o con la storia dei personaggi ivi raccontati. E' una sfida grande, dato che il titolo consta più di 300 pagine, ma voglio vedere cosa posso ricavare da questo titolo, magari per riabilitarlo un pò; non ho la presunzione di affermare che sarà "più bello", ma più leggibile e in linea con il mio stile assolutamente si.
Staremo a vedere!

martedì 4 dicembre 2012

Un giullare non ride mai: cenni e spunti!

Sul fatto che questo romanzo del 2006 sia il più tribolato che ho scritto, lo si evince già dal gran numero di cambiamenti, personaggi cancellati o mutati che vedete nei miei primi appunti qui sopra; basta fare il raffronto con la versione definitiva uscita in volume per capire.
Molte cose le ho già scritte nel post inerente al romanzo, qui posso dire soltanto alcune cose:
Ice fu cancellato. Non era un mio personaggio, non sarebbe stato giusto mettercelo. Né per lui, né per me.
Sonja Blackshadow: idem con patate.
All'inizio mi era venuta un'idea che mi entusiasmava: rimettere assieme, dopo tanti anni, i personaggi del mio gruppo di gioco di ruolo, quello "storico", e raccontare di antichi rancori, nuove amicizie, alleanze più o meno momentanee che potevano essere nate dopo così tanto tempo e via di questo passo...
Poi, come detto, le prime difficoltà, l'aver perduto contatti con molti dei "proprietari" dei personaggi per chiedere loro il permesso, un senso di stanchezza e - in alcuni casi - di acredine verso qualche vecchia vicenda...insomma, non se ne fece più nulla e il romanzo prese un'altra strada.

lunedì 3 dicembre 2012

A proposito di: Ironsword.

L'unica cosa che ho in comune con i disegnatori bravi é l'archivio di immagini dal quale pescare a seconda della situazione; il giovanotto che vi presento in alto é un documento eccezionale! Trattasi del modello usato agli inizi degli anni novanta per Ironsword. Rompevo le scatole a mia madre, alle amiche, alle zie, affinché mi facessero dare un'occhiata alle loro riviste, dal quale prendevo acconciature, cavalli, oggetti o case; cercando un viso che andasse bene per la Grande Morte Bianca, mi imbattei in una rivista di mia madre con all'interno una pubblicità fatta da questo modello. Pensai che andasse bene e la utilizzai. E' passato tanto tempo e l'uomo sarà ormai un "vecchietto"!
Ora, naturalmente, questa roba non serve più: c'é Internet.


sabato 1 dicembre 2012

Piccoli e curiosi appunti di viaggio.

Quando scrivo un soggetto, una sceneggiatura o sto disegnando una storia scritta da altri, mi piace schematizzare con un disegnino alcune informazioni che potrebbero tornarmi utili: qui sopra, ad esempio, avevo buttato giù una rudimentalissima cartina per visualizzare gli spostamenti di Ironsword e compagni nella storia "La leggenda dei monaci crociati".
Fosse anche solo per ricordare velocemente i nomi dei personaggi mentre scrivi, funziona!