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venerdì 30 novembre 2012

Carne umana. Cenni e spunti.

Quando, alla fine degli anni '90, all'interno della libreria Mondadori in cui lavoravo, mi vennero in mente quasi tutti i dettagli per la stesura del romanzo horror "Carne umana", corsi a prendere un block notes per segnare i nomi dei protagonisti che avevo in mente.
Come potete vedere dagli scarni appunti dell'epoca che vedete sopra, tutti i nomi dei personaggi sono rimasti tali anche nel racconto.
Balzano agli occhi due clamorose assenze: quella del protagonista, Doctor Crotalo, che non avevo messo a fuoco e mi impediva di fatto l'inizio della scrittura, e quello di Walter Gano, che volli inserire in corso d'opera.

Il semplice post di oggi intendo dedicarlo alla memoria del disegnatore Franco Urru, scomparso purtroppo in queste ore, seppur ancora giovane; avevo conosciuto questo bravissimo artista all'Expocartoon del 2000, grazie ad un amico comune, e - essendo Franco Urru una persona gentilissima - aveva voluto omaggiarmi del disegno che vi faccio vedere qui in basso:

La terribile notizia, appresa all'improvviso, mi ha lasciato di stucco. A me come ai suoi tanti ammiratori.
So long, Franco, e grazie.

giovedì 29 novembre 2012

La Ballata del Cammino Lontano: cenni e spunti. 2a Parte.

Primo elenco buttato giù per il romanzo: praticamente ci sono già tutti i personaggi che compariranno.
Uniche eccezioni: Redeemer Jackson, usato per il secondo libro "Un giullare non ride mai", Gelo (idem) e Ceratogyrus, scartato perché il nome faceva schifo!

mercoledì 28 novembre 2012

La Ballata del Cammino Lontano. Cenni e spunti!

Dando un'occhiata agli appunti presi durante l'ideazione di questo romanzo, balza agli occhi il numero di cambiamenti operati poi in corso d'opera! Attenzione, contiene SPOILER!
Qui sopra, ad esempio, cambiai completamente la struttura tirannica della cittadina costruita prima del porto; non più Abraham ma suo figlio (sempre folle e crudele!) e, sopratutto, nella città non c'é nessuno che assomigli all'halfling che il gruppo di Ironsword sta cercando!
In questi appunti, invece, modificai la creatura che ha ucciso il portatore del ciondolo: non più una manticora ma un gigantesco insetto predatore. Lo scontro con i mercenari, invece, oltre alla caduta della Grande Morte Bianca in acqua e l'arrivo delle  fate, é rimasto identico.
La parte scritta sopra, grosso modo, rimane uguale anche nel libro: c'é qualche modifica nell'ultima parte e basta. Gli appunti recuperati qui sopra appartengono ad un bel periodo della mia vita, circa dieci anni fa.

martedì 27 novembre 2012

domenica 25 novembre 2012

Presentando Zagortenayde...

E presentazione fu!
Rischiando di annoiare qualcuno, vi parlerò della presentazione (finalmente!) del volume "Zagortenayde", per i 50 anni dello Spirito con la Scure, che si é svolta ieri in Via del Gesù 61 a Roma, in una delle zone più spettacolari di Roma; davvero sarebbe valsa la pena partecipare soltanto per una bella camminata da quelle parti, dato che con la ZTL sareste stati costretti ad un tour stupefacente per l'antica Roma: Fori, Piazza Navona, Pantheon...se non siete di queste parti (ma anche se lo siete come me ma era da tanto che non riassaporavate certi colori capitolini), ieri era l'occasione giusta per una giornata un pò speciale.
Sorvolando sulla mia performance d'autore (per fortuna Pier Francesco Collalto e il direttore Francesco Pasquali son stati assai più bravi di me!) direi che tutto si é svolto alla perfezione: tra gli altri (presenti disegnatori a me cari come Mauro Laurenti, Alessandro Chiarolla, Michele Rubini e Stefano Andreucci) c'era la vera attrazione dell'evento (non me ne vogliano i pur bravi artisti da me elencati, ma parlando di Zagor il nome maximo é uno soltanto!) la presenza, cioé, del maestro ligure Gallieno Ferri, giunto appositamente per la presentazione e poi ripartito in serata per tornarsene a casa: dulcis in fundo, l'intervento del bravo e simpatico Lorenzo Bartoli, futuro sceneggiatore dello Spirito con la Scure! Che altro dire? L'affluenza del pubblico é stata tutto sommato buona, calcolando la giornata infelice per Roma: quattro manifestazioni quattro! Così, tutto é scorso con strette di mano, firme, fotografie, discussioni fumettistiche nelle quali ho avuto il privilegio di chiedere consigli tecnici ai maestri presenti in sala (e poi alla cena!) e l'ammirazione per gli originali appesi alle pareti di quella che é, ricordiamola, la prima galleria d'arte di originali in Italia: CArt Gallery, gestita da persone competenti e appassionate.
Avrei potuto chiedere di più da un sabato?
Beh, forse si: una maledetta emicrania che ha deciso di farsi sentire anche stamattina e di cui avrei accettato serenamente l'assenza!
Anche quella, come questo magnifico sabato, passerà.
Vi lascio con una splendida tavola che ho ricevuto ieri, tratta dalla storia "Il clan delle isole" di Zagor, ad opera di Mauro Laurenti:
Grazie a Giancarlo, di cuore, e a Mauro Laurenti!

lunedì 12 novembre 2012

Tranelli degli pseudonimi.

Vi ho parlato pochi giorni fa della serata che la galleria CART di Roma (http://www.cart-gallery.com) dedicherà al volume "Zagortenayde" e alla quale ho deciso di presenziare dato il piccolo contributo che ho dato per il volume in questione; dal momento in cui é stata segnalata la data dell'evento (24 novembre dalle 17,30 con ingresso libero) sul Web é iniziato una sorta di tam tam per segnalare a quante più persone possibili la faccenda.
Bene, l'ultimo é stato anche il buon Moreno Burattini, curatore e sceneggiatore dello Zagor attuale: anche lui, ahimé, mosso dalle migliori intenzioni, ha usato il mio cognome per segnalare la mia presenza e non lo pseudonimo abituale con il quale, da sempre, firmo ogni mio lavoro: Francesco L. P. 012, come usato ad esempio per quest'ultima fatica. L'amico Moreno é stato solo l'ultimo a scrivere per intero il mio nome.
Nessun grosso problema, per carità, anzi ringrazio tutti per le varie segnalazioni: però questa può (poteva) essere una buona vetrina per il sottoscritto; ma quanti vi sono che conoscono i miei lavori? Non molti. E quanti li conoscono tramite il mio nome vero? Nessuno.
Ergo che, dunque, quei pochi che potevano spingersi a venire a trovarmi presso la galleria, sabato sera, non potranno farlo in quanto vedranno un nome che non dirà loro assolutamente nulla!
Vabbé, non che ci sarebbe stata la ressa in caso contrario! :-D

mercoledì 7 novembre 2012

Satanik disegnata da Romanini.

Ricevo e volentieri rendo pubblico un disegno originale di Giovanni Romanini raffigurante la diabolica eroina creata da Magnus e Bunker nel 1964 che ho ricevuto oggi.

Satanik, c. by Max Bunker Press.

lunedì 5 novembre 2012

Presentazione Zagortenayde a Roma!

Ricevo da Stefano Bidetti e dagli amici del forum di Zagor Scls, stretti collaboratori con la rivista Scls Magazine, la notizia della presentazione della ristampa del volume (esauritissimo) uscito in giugno che si terrà a Roma, il 24 novembre: copio e incollo i particolari dell'iniziativa:

"SABATO 24 novembre, presso la CArt Gallery, galleria dedicata alle tavole originali ed alle illustrazioni (Via del Gesù 61 a Roma), avrà luogo una presentazione della 2a edizione del  volume "ZAGORTENAYDE", pubblicato per celebrare il 50° compleanno di Zagor in edicola.

Parteciperanno gli autori dei vari contributi e autori e disegnatori di Zagor.

Saranno esposte tavole, disegni originali e altro materiale.

Alcune sorprese sono in fase di preparazione, e vi aggiorneremo nei dettagli nei prossimi giorni.

Nel frattempo, segnatevi la data.

Tutti gli zagoriani sono invitati a partecipare e a far partecipare i propri amici!"

L'orario, non ancora ufficiale, dovrebbe essere tra le 18,00 e le 18,30: come sempre vi terrò informati.
Alla prossima!

domenica 4 novembre 2012

Ironsword, parte 3a.


"...Ironsword. Le persone che mi erano vicine mi chiedevano di lui, e anche se avevo abbandonato le sessioni di gioco già dal 1999, Ironsword era un personaggio che tornava sulla bocca di tutti, meno ne parlavo e più lo vedevo ficcare in ogni discorso. Molti dei miei amici lettori si mostravano ostili e contrari anche se solo ipotizzavo un’altra serie, un altro personaggio, nuovi orizzonti.
Me lo chiedevano, ed io lo facevo.
Senza voglia, senza nerbo, senza fantasia, colpevolmente riverente verso chi sino ad allora aveva seguito le imprese della Grande Morte Bianca. Perché “colpevolmente”? Perché i primi cui recai danno con quel decennio scriteriato furono proprio loro, i fan di Ironsword. Disegni sciatti e tirati via, soggetti deficitarii, sceneggiature talvolta non completate con albi e avventure realizzate a braccio.
Uno sfacelo completo.
Quasi segretamente, quindi, portai avanti progetti paralleli,  che mi aprirono le porte a un target di lettori completamente nuovo e diverso rispetto a quello che solitamente seguiva la Grande Morte Bianca; l’horror Carne umana del 2000, ad esempio, o un altro thriller scritto per un sito di appassionati di scrittura che mi portò diverse gratificazioni e che mi vide ideare un singolare ispettore di polizia che tornerò ad utilizzare nel romanzo "L'apostolo nel buio"; soprattutto cenni e spunti su una serie western che avevo in testa da un po’, e di cui avevo preparato schizzi, soggetti, prove per le armi da fuoco etc.
Ben convinto del progetto e deciso a mettere la parola fine alla lunga storia di Ironsword, scelsi di scrivere un racconto fantasy che chiudesse per sempre le vicende della Grande Morte Bianca, che potesse congedarsi dai lettori (e da me) in maniera esplosiva e indimenticabile. Lo meritava, dopotutto, e lo meritava chi lo aveva seguito sin lì.
E’ il seme de: “La Ballata del Cammino Lontano”, che avrebbe posto la parola “fine” a tutto, e a una parte bella e indimenticabile della mia vita.
Siamo nel 2003.
Occorre dire che intendevo mettermi al PC con l’intenzione seria ed entusiasta. Troppo, forse. Col passar delle pagine e dei giorni, la vicenda e il personaggio di Ironsword in se cominciarono a riconquistarmi, anzi; a conquistarmi come se non lo avessi mai conosciuto fino in fondo: l’occasione del racconto mi restituì un Ironsword che sembrava aver vissuto di vita propria per tutti gli anni della crisi. Intonso nella sua moralità, nel senso disperato di pace, nella testardaggine ricerca di giustizia con la quale, forse, tenta solo di chiudere le ferite aperte e sanguinose che ha in tutta l’anima.
E’ il mio Ironsword, e parola dopo parola, digitazione dopo digitazione mi resi conto del suo potenziale quasi del tutto inutilizzato, di come avessi sprecato dieci anni della mia vita e riflettei sul fatto che avevo tanto da raccontare ancora nascondendomi dietro la sua figura. Ero felice. Sentii di dover delle “scuse” a molti dei lettori che si erano sciroppati l’altro Ironsword, quello finto, moscio e spompato della metà degli anni novanta. Sentii di dover ricominciare da capo.
Insomma, come sovente accade nella vita, quello che doveva essere un addio divenne il trampolino di lancio su cui il personaggio ancora vola. Quando La Ballata esce, è un successo strepitoso. Si avvicinano alla Grande Morte Bianca lettori (e amici) che non lo avevano mai conosciuto, raccolsi lettori diversissimi da quelli che (bontà loro) sfogliavano abitualmente i miei fumetti. E poco tempo dopo iniziai a ricevere proposte editoriali da piccole casi editrici – ne rammento una bolognese, con la direttrice editoriale molto gentile e disponibile – progetti tuttavia che vedranno la luce solo cinque anni più tardi per la statunitense Lulu, ma questa è un’altra storia.
 Ovviamente vi furono anche voci fuori dal coro, ma si trattava di avversari che il personaggio aveva raccolto durante le sue stagioni giocative, non ne darei quindi qui più spazio di quel che meritano; col passar dei mesi, scrissi di getto decine di sceneggiature che dovevano andare nella nuova collana che avevo in mente, intitolata “Le Cronache di Ironsword”, con i semi del nuovo corso. Uscì nel 2006 anche un secondo racconto, anzi, un romanzo (Un giullare non ride mai) che però raccolse giudizi controversi.   
Va detto che quel romanzo ebbe vita tribolata; ne persi la prima metà durante un trasloco, e soltanto un anno e mezzo dopo tornai in possesso del manoscritto. Decisi di terminarlo, ma furono giorni difficili per il sottoscritto. Il mio gruppo di gioco andava male. Malissimo. Ed io, di nuovo, ero finito nell’occhio del ciclone a causa della mia interpretazione di Ironsword. Va da sé che non scrivevo con la dovuta serenità, anzi; tentavo di forzare la mano al personaggio perché influenzato dalle tante (troppe) cose che erano scritte sul forum della Grande Morte Bianca, dai suoi compagni di gioco, da qualche lettore. Verità vuole che addirittura del letame fu spalato contro il personaggio, indicato talune volte in storie e racconti che di reale non avevano manco un grammo ma che inevitabilmente finivano per irretirmi e fiaccarmi. Omosessualità, vigliaccheria, personaggio finito, furono solo alcuni degli appellativi con i quali avevo a che fare quotidianamente gestendo il mio personaggio.
Un giullare non ride mai, probabilmente, risente del clima perfido nel quale lo terminai. 
Laddove, almeno per gli standard di un autore amatoriale, Carne umana e La Ballata del Cammino Lontano possono essere annoverati tra successi senza mezzi termini, Un giullare raccolse anche qualche mugugno, alcuni imbarazzati silenzi e persino solenni pernacchie!
Rammento che scriverlo fu faticoso, e faticoso fu rispondere a tutti quelli che ci avevano visto cose particolari o chiedevano, semplicemente, spiegazioni per questo o quel comportamento. Atteggiamenti cui non ero minimamente abituato.
Giorni difficili.
(Itronsword, matita.)

I fumetti, la saga invece, andavano (e vanno) benone. Realizzavo una tavola al giorno con gran divertimento, e avevo scritto tanti di quei soggetti e di quelle sceneggiature da poter stare senza inventarne di nuove per molti anni; Altri mesi passarono, il mio gruppo si trascinò come un cane affamato latrando gli ultimi agonizzanti istanti e quel poco che era rimasto del “vecchio” Ironsword, dei vecchi albi e di certi pomeriggi primaverili di venti anni prima cadde in pezzi. Irrimediabilmente. Forse sarei potuto intervenire meglio e con più celerità, ma è come una vecchia pubblicità televisiva, quella in cui un buffo ometto tenta di turare una falla in attesa dell’idraulico mettendoci prima un dito e poi una mano, ma altri buchi si aprono e l’ometto rimane sotto l’acqua.
Penso che certe situazioni che si vengono a creare nella vita di una persona siano senza controllo, sebbene i nostri sforzi, tanti o pochi che siano.
Per questo, un freddissimo pomeriggio di gennaio – siamo nel 2008 – mi ritrovai, febbricitante, a dover ricominciare daccapo, esattamente come tanti anni prima. Essendo ferita fresca preferisco non addentrarmi nei particolari che portarono, ma sarebbe meglio dire mi costrinsero, a mettere in soffitta anche la seconda saga di Ironsword, Le cronache, per un bilancio di quello che mi era rimasto del personaggio e quello che avevo irrimediabilmente perduto.
Non nego che per un certo periodo, questione di pochissimi giorni, mi venne la tentazione di chiudere tutto e per sempre, facendo così la felicità di qualche persona o di taluni ex compagni di gioco, che a più riprese mi consigliavano (?) di lasciar perdere, di buttare tutto a mare e ricominciare altrove la mia “carriera” di narratore di storie.
Mi rendo conto che proprio la mia ostinazione verso certi figuri è alla base della forza di Ironsword.
Nonostante la febbre, dicevo, la mattina dopo uscii e andai a comprare cose banali, facezie: dei cornetti per la colazione, il toner nuovo per la stampante, dei fogli da disegno, un quotidiano (sì, lo confesso, compro La Repubblica), un fumetto nuovo. Durante la passeggiata pensai, riflettei, decisi.
Una cosa fu chiara ancora e subito: nonostante il nuovo cataclisma fumettaro, e preso atto di addii dolorosissimi alla testata e al mondo ironswordiano, La Grande Morte Bianca era viva. Anche quella volta.
Tornai a casa, scrissi due fregnacce sul forum e mi misi alla tastiera: gli albi di Ironsword, in pratica la terza serie, erano nati. E vivono tuttora.
Della Lulu ho già detto: non so dire quale stato d’animo mi colpì quando il primo estraneo comprò Carne umana prima e La Ballata del Cammino Lontano poi; né entusiasmo, né soddisfazione né senso di rivalsa.
Ma più un sereno, diffuso senso di benessere che lentamente m’invase. Sapere soltanto che da qualche parte, in Italia, qualcuno tiene una copia in libreria, su uno scaffale, sotto un acquario o poggiato sulla scrivania delle avventure di Ironsword, Doctor Crotalo o Walter Gano, mi fa stare bene. Un piccolo seme lasciato cadere nel giardino di un perfetto sconosciuto, che mi avrebbe reso omaggio, anche se per poco e non fino alla fine, di una visita nel mondo di fantasia che avevo solitariamente immaginato e che fino allora avevo timidamente condiviso con gli amici più stretti. Se potessi, anche solo una volta, comparire davanti a tutti quelli che – in tempi terribili per il nostro Paese – hanno aperto il portamonete per acquistare un mio libro, gli stringerei forte la mano, ringraziandoli doverosamente, uno a uno.
 Lo faccio da qui, quindi, così come da mesi mi vedono fare sul forum: grazie di cuore, avete dato un significato ai deliri di un mediocre dilettante come il sottoscritto.
(Disegno di Spectrum NT)

 Le "mie memorie", i ricordi e gli aneddoti che hanno accompagnato i “festeggiamenti” per i venti anni di vita di Ironsword, volgono al termine.
Non mi rimane che lasciare spazio a un po’ di disegni raccolti qua e là dal mio amico Eric, e a rammentare un ultimo episodio: pochi mesi fa, durante una delle mie ultime comparsate come giocatore alla guida di Ironsword, un compagno con noi da poco, Pino, mi ha detto: “In queste ore sono rimasto impressionato, recitando nel gioco sembravi un altro.”
Sì, dopo tanto tempo ho ancora passione ed entusiasmo nel recitare Ironsword.
Sipario."
(Disegno di Spectrum NT)















venerdì 2 novembre 2012

Un anno fa.

Ciao, Daniela!
Avevo preparato un lungo pezzo che avrei dovuto postare oggi.
Ho deciso di non farlo, per tutta una serie di motivi che, anche quelli, dovrei scrivere un giorno intero per spiegarmi bene. Preferisco non farlo. Preferisco ricordare.
Ricordare e basta.
Dedico a lei e alla sua famiglia un bellissimo pezzo di Josse Stone.


Josse Stone - 
Right to be wrong

Ho il diritto di sbagliare
I mie errori mi renderanno più forte
Sto facendo un salto nell’ignoto
Sento di avere le ali anche se non ho mai volato
Ho una testa che funziona
Sono fatta di carne e sangue fino all’osso
Non sono di pietra
Ho il diritto di sbagliare
Perciò lasciami sola

Ho il diritto di sbagliare
Sono stata tenuta a freno troppo a lungo
Devo liberarmi
Così finalmente potrò respirare
Ho il diritto di sbagliare
Di cantare la mia canzone
Potrei cantare in modo stonato
Ma di sicuro mi fa sentire bene
Ho il diritto di sbagliare
Perciò lasciami sola

Sei autorizzato ad avere la tua opinione
Ma questa è davvero una mia decisione
Non posso tornare sui miei passi, sono in missione
Se ci tieni non cercare di confondermi
Lascia che io sia tutto ciò che posso essere
Non coprirmi di negatività
Qualunque cosa mi stia aspettando là fuori
L’affronterò volentieri

Ho il diritto di sbagliare
I mie errori mi renderanno più forte
Sto facendo un salto nell’ignoto
Sento di avere le ali anche se non ho mai volato
Ho una testa che funziona
Sono fatta di carne e sangue fino all’osso
Vedi, non sono di pietra
Ho il diritto di sbagliare
Perciò lasciami sola

Ho il diritto di sbagliare
Sono stata tenuta a freno troppo a lungo
Devo liberarmi
Così finalmente potrò respirare
Ho il diritto di sbagliare
Di cantare la mia canzone
Potrei cantare in modo stonato
Ma di sicuro mi fa sentire bene
Ho il diritto di sbagliare
Perciò lasciami sola
Josse Stone, canzone tratta dall’album “Mind, Bosy & Soul”.
Virgin Records, 2004.