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mercoledì 12 settembre 2012

Scrivo. Cos'altro potrei fare?

Scrivo.
Sento già qualcuno che si domanderà il perché di un'affermazione tanto banale.
Scrivo tanto, forse troppo.
Non é solo per piacere personale, per rispondere a quel qualcuno di cui sopra.
E' un periodo in cui scrivo in maniera compulsiva.
L'altra notte mi son dovuto imporre di smettere; una volta andato a letto, però, ho preso l'agenda su cui segno le mie cose ed ho continuato ad annotare dialoghi, idee, scene.
Lavoro ad una sceneggiatura di Ironsword ispirata ad una storia vera degli anni '70, ovviamente rielaborata e strutturata in chiave fantasy.
In due giorni ne avevo scritto la metà. Tantissime tavole. Poi attaccherò a sceneggiare il soggetto, zeppo di situazioni, che ha scritto Vittorio.
Dicevo del perché; non lo so di preciso, ma lo scrivere serve anche ad annullare altri tipi di pensieri, ad annegare in qualcosa che non é nocivo ma dovrebbe nutrire la mente.
E il proprio ego.
Un'amica, tempo fa, mi chiese cos'é lo scrivere: aveva un'immagine dello scrittore un pò troppo romantica, a mio modo di vedere.
Quando gli ho risposto che lo scrittore é sostanzialmente un "vigliacco" che assimila le cose senza grosse reazioni e poi le rimastica su un foglio di carta una volta somatizzate, c'é rimasta un pò male!
Esagerazioni a parte, nell'ultimo periodo ho scritto per non pensare.
Semplice.
Il passato è passato, il presente duro assai e il futuro una grossa palla sfocata. Non sono granché entusiasta della quotidianità, ultimamente, per cui ho scritto a raffica.
Durante una di queste immersioni, mi son fermato per rileggere: in una scena il mio protagonista stava tenendo un atteggiamento molto aggressivo con un altro personaggio.
Senza grosse giustificazioni, era abbastanza gratuito.
Catartico?
Non so. Ho dovuto rimetterci le mani per dare un senso a tutta la scena. Tutto si é svolto in maniera abbastanza sorprendente!

8 commenti:

  1. Anche quello che hai scritto qui sopra è proprio un bel "pezzo"!!!
    Si sente che viene dal cuore...;-)

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  2. Scrivi, che io leggo! :-)
    Perché definisci "vigliacco" chi scrive?
    Il processo che hai descritto è analogo alla elaborazione della realtà quotidiana attraverso i sogni.
    Assimilare più o meno inconsciamente, rielaborarle con un processo tormentoso e tormentato, svegliarsi alla mattina con l'esperienza più o meno liberatoria.
    Solo che i sogni passano e gli scritti restano, e io me li leggo. ;-)

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    1. Una volta, Roberto Vecchioni affermò che il modo migliore per uscire da una discussione con la moglie, era quello di scrivere una canzone; in essa, lei riusciva a capire che lui aveva perfettamente recepito il messaggio sul quale erano andati in attrito.
      Sembra contorto ma non lo é: diciamo che svicoliamo alle volte vigliaccamente da una discussione o da una lite per portarla su un campo a noi più congeniale! ;-)

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  3. Quello che si nota subito, iniziando a leggere i tuoi scritti, è una malinconia di fondo e un disincanto verso tutto ciò che ti circonda. Sembra quasi rassegnazione. Ma forse la mia è una percezione errata. Ciao.

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    1. Ciao Simone, grazie del post.
      Le sensazioni di chi legge non sono mai sbagliate. Ognuno ha la propria sensibilità. Di base le ambientazioni che immagino sono disincantate e abbastanza disilluse: poi loro - i protagonisti - non sono mai rassegnati: Ironsword, di certo, non lo é. ;-)

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  4. e Ironsword ne ha passate tante... ;-)

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