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lunedì 24 settembre 2012

La scomparsa di Sergio, l'immortalità di Guido.


Quasi un anno fa, il 26 settembre, moriva Sergio Bonelli: editore, scrittore, uomo di cultura.
Lasciava, scrissi da qualche parte, un mondo nel quale le qualità scivolano sempre più in basso per esaltare le nuove armi del successo: onnipresenza, arroganza, aggressività, presunta "tuttologia" applicata al nulla più assoluto.
Beh, piaccia o meno, sembra funzionare.
Ci lasciava, insomma, un editore capace di ben poche magre nel suo campo, sempre col naso puntato verso il mercato e gli artisti migliori, sempre a contatto con il pubblico, col mercato (che a volte non é la stessa cosa), con il mezzo di comunicazione fumetto; Sergio Bonelli ha scritto e pubblicato numerosi capolavori, qualche fumetto così e così, alcune ciofeche. Che siano state le prime a primeggiare, lo si evince dalla lunga militanza in edicola, dal numero di appassionati, dalle mostre che gli vengono tributate, dalla qualità stessa delle storie scritte di proprio pugno.
Ciò che lo differenzia da tanti altri, invece, é stata la "qualità" del Bonelli persona: quando lo conobbi (ho avuto il piacere di incontrarlo un paio di volte), mi trovai di fronte ad un artista umile e modesto, appassionato, simpatico, elegante e curioso, una persona all'altezza del mito che, personalmente, nutrivo verso l'alter ego Guido Nolitta. Non é cosa da tutti i giorni, basta vedere le recenti disavventure che ho avuto in una nota mostra / mercato o alcuni blog di autori che sfiorano la rissa verbale coi propri visitatori.
Tanti sarebbero i racconti che avrei sulla persona: alcuni li ho visti, altri li ho sperimentati personalmente, altri ancora li hanno rievocati per me lettori e appassionati conosciuti in giro per l'Italia.
Non ne racconterò nemmeno uno, oggi, da questo blog: non é mio interesse seguire il triste destino dei defunti: divenire involontariamente dei santini buoni per ogni occasione.
Chi ha conosciuto Sergio (anzi, "il signor Bonelli" come lo chiamavo io), sa di cosa parlo.
Preferisco ricordare i tristi giorni della sua scomparsa, che si incastrarono maledettamente con altri due lutti, ahimé ben più personali, che fui costretto ad ingoiare tra i primi di settembre e i primi di novembre: un autunno dannato che sembrava non finire più, così denso di lugubri avvenimenti.
Sergio Bonelli scomparve, Guido Nolitta vivrà per sempre.
Banalotto, nevvero? Beh, mi auguro invece che finisca davvero così: l'uomo e l'artista meritano un riconoscimento pubblico che non sia soltanto una raccolta di suoi fumetti o una serie di articoli e recensioni sul suo operato; così come vengono intitolate strade e scuole a personaggi pubblici che si sono distinti per particolari qualità, mi auguro che un personaggio così importante per la cultura italiana abbia medesima sorte.
Se Nolitta vivrà per sempre, che anche Bonelli possa godere di una prestigiosa "collocazione" che lo commemori per sempre.
In questo senso, una volta tanto, noi romani ci stiamo muovendo a dovere.
Vi lascio con uno stupendo disegno di Claudio Villa realizzato a poche ore dalla scomparsa dell'editore...non credo occorrano molte parole.
Il disegno di Claudio, disegnatore e copertinista di Tex, (tra le altre cose) é postato con l'autorizzazione di quest'ultimo: grazie!
P. s.
La cover riportata sotto al titolo del post, appartiene al nuovo Almanacco dell'Avventura 2012: contiene una storia di Mister No a colori di Nolitta / Diso e un saggio su Bonelli stesso. Lo trovate in tutte le edicole.

Ciao, Sergio!

2 commenti:

  1. Dopo ciò che hai scritto tu, ogni commento è superfluo. Il 26 lo ricorderò anch'io sul mio blog, ma senza parole... solo silenzio.

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