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giovedì 19 luglio 2012

Tra venticinque ore...

Tra venticinque ore circa (non so di preciso l'ora in cui sono venuto al mondo) sarà il mio trentanovesimo compleanno.
Nulla di eclatante, verrebbe già da dire; pardon, scrivere.
Disegno alla buona, scrivo così e così, sono stato un discreto giocatore di calcio.

Alla buona.
Così e così.
Discreto.

E stiamo parlando di tre mie grandi passioni! Dico io: non potevo nascere come tutti, con UNA qualità che fosse però omogenea e brillante? Chessò, un ottimo chef (che va tanto di moda in tv), un buon ragioniere, un grande portiere di condominio, un onesto impiegato delle poste?
No.
So che non é la data per un bilancio, gli esegeti delle statistiche dicono convintamente che bilanci e relative crisi si fanno al compimento dei trenta!
Sarà.
Io, in effetti, non ho né voglia di fare bilanci né farmi venire crisi. Fa troppo caldo.
 Rivelerò però di non essere troppo in vena neppure di festeggiare.
Festeggiare che, poi, se son reduce da un paio di annetti disastrosi e negli ultimi mesi non ho combinato nulla di buono? Pensate che il mio compleanno, sabato, é stato scavalcato da un bambino che é nato quasi una settimana prima! Che roba, eh? Fregato da un lattante appena venuto al mondo! Non sapete di che parlo? Di preciso neppure io. Diciamo che é una storia un pò lunga da raccontare! Ma prima o poi...
Sarà colpa del mio carattere, che diversi grilli parlanti non fanno che ricordarmi quanto sia fallace; beh, non che abbiano tutti i torti, naturalmente: sono incazzoso, polemico, permaloso, pedante, logorroico, monomaniaco su diverse cose, schizzinoso, voto a sinistra, soffro pure di colite.
Ho provato a difendermi affermando, non senza un fondo di assoluta verità, che oltre questi miei poco edificanti aspetti si cela una persona vera e cristallina, del tutto incapace di fingere, neppure quando farlo gli gioverebbe assai.
Oh, se gli gioverebbe!
Sono fatto così: quello che uno conosce é quello che sono. Tutto lì, senza altri aspetti nascosti o segreti. Se non suonasse di un retorico orrendo, scriverei "sincero".
Beh, non che la difesa abbia sortito un qualche effetto, of course! La faccenda del "sii te stesso" o "sei un ragazzo vero", specie se proferito da persona in possesso di un paio di tette, funziona quasi sempre solo in un telefilm.
Brindiamo pure, allora: agli amici andati via per sempre, alle volte in cui torni a casa a piedi e ti chiedi perché, al senso delle cose che ti ostini a cercare, a quello straccio di ideale che ancora ti tieni stretto in tasca, alle cose belle della vita; che una volta ti fanno piangere, quella dopo ridere. Alla ragazza di scuola che non si é mai voltata a guardarti ma che ancora ti viene in mente, alle persone che hai incontrato per poco, vissuto ancor meno, ma che ti hanno riempito l'anima.

Infine, ultimi ma non ultimi, a voi, che sarete pure quattro gatti ma avete seguito la roba che ho scritto o disegnato senza lagnarvi troppo.
A voi.
Un inchino e un sentito ringraziamento.




7 commenti:

  1. Perché festeggiare, chiedi?
    Ma per il prezioso dono della vita che hai ricevuto dai tuoi cari genitori, per mille scalpi!
    Se e proprio non vuoi festeggiare il tuo compleanno, fai di meglio: festeggia il tuo onomastico!
    Il santo di cui porti il nome è un grande, e ti aiuta...

    P.S.
    In ogni caso: Buon Compleanno, amico Fran!;-)

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    1. Grazie. Sul santo di cui porto il nome, non posso che concordare: un grande!

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  2. Un inchino a te, vecchio compare.

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  3. Sei uno che vale francé, tanti auguri!
    C'ho solo 5 giorni di ritardo... :-)

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