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giovedì 17 maggio 2012

Che cosa lo scrivere mi ha regalato...

Mai la fama o il denaro, ahimé, che per la verità sarebbero del tutto ingiustificati!
Lo scrivere, però, mi ha donato una cosa davvero preziosissima: il viaggiare.
Da ragazzo non stavo mai fermo. Treni, pullman, passeggiate inaudite, gite montane, fluviali, boscose; poi, crescendo, divenni l'esatto contrario! Lasciavo a fatica persino il mio municipio. Ero divenuto una sorta di viaggiatore atrofizzato, se mi passate l'antitetico termine.
Non mi muovevo più.
Finita anche l'epoca del pallone, smisi di fare qualsiasi attività fisica..
Lo scrivere ha riacceso in me, negli ultimi tre / quattro anni, la voglia di spostarmi, di viaggiare.  Le prime, piccole pubblicazioni mi hanno spinto sempre più lontano.
"C'é l'inaugurazione della nostra rivista, vieni?" oppure: "Alla fiera del libro c'é la casa editrice tal dei tali, così ti presento tizio piuttosto che caio..."
Per non parlare degli ospiti che volevo incontrare da una vita e che avevo persino smesso di sognare di fare per via della mia pigrizia.
Milano, Genova, Savona, Albenga, Firenze, Lucca, Pisa, Orvieto, Napoli, Salerno...sono ripartito. Alle volte accompagnato da un amico, più spesso da solo. Uno zaino preparato la sera prima, un biglietto del treno, un libro da leggere e uno da farsi autografare, un vecchio iPod. Il viaggio e un pizzico di avventura.
Magnifico.
Da cosa nasce cosa e ho cominciato anche a visitare quelle fiere del fumetto che, con fare snob, rifiutavo di fare, se si esclude qualche sporadica visita all'Expocartoon di Roma.

Non so dove questa mia passione per lo scrivere (ed il leggere) mi porterà in futuro, ma so che mi ha permesso di stringere la mano, parlare e qualche volta persino cenare con autentici maestri come Carlos Gomez, Sergio Bonelli, Gallieno Ferri, John Buscema, Paolo Eleuteri Serpieri, Roberto Diso, Alfonso Font, Claudio Castellini, Jim Lee, Claudio Villa, Giovanni Ticci e tanti altri che non finirei più di citare.
La cosa più importante, però, e ve l'ho detto, è stata una e una soltanto: lo scrivere ha riacceso in me la passione per i viaggi.
Fosse solo per questo, non finirei mai di ringraziare questa mia attività!
P. s.
La paura degli aerei, però, non me la toglierà mai nessuno: manco se vincessi il premio Pulitzer!

6 commenti:

  1. Se vincerai il Pulitzer ti ci porto io in aereo!!!:-))

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  2. La paura degli aerei... e se in Giappone ti aspettasse una dolcissima fanciulla dalla pelle candida?
    =D
    Figuriamoci. Io pure a piedi ci andrei.

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